Clemente CIpresso“Il sale che non sale” è il nuovo progetto di ricerca nato da un gruppo di ricercatori Italiani residenti in Svizzera che intende realizzare un prodotto alimentare in grado di sostituire completamente il comune sale da cucina.

Nel 2013 la spesa pubblica per gli antipertensivi, sartani e ACE-inibitori è stata di circa 1.800 ml di euro complessivi. Il costo della patologia è rappresentato non solo dai farmaci antipertensivi ma anche dai consulti medici, dalla diagnostica, dalle ospedalizzazioni, dai farmaci aggiuntivi, dalla scarsa compliance e dalla perdita delle giornate di lavoro. Inoltre, esistono i costi delle patologie correlate, che in Italia si stima comportino 216.000 casi di ictus, 99.000 casi di infarto miocardico e 183.000 casi di scompenso cardiaco l’anno.

L’idea, spiega il referente del progetto Clemente Cipresso, è molto ambiziosa. Si tratta di realizzare un prodotto del tutto simile al comune sale da cucina conferendo, nello stesso tempo, sapore ai piatti che si preparano. Questo processo avviene attraverso il raggiungimento dello stato di polvere di alcune molecole prescelte e dalla successiva fase di chiarifica e tostatura.

Il risultato finale è rappresentato da piccole sfere trasparenti di grandezza del tutto simile ai granelli di sabbia, assorbibili dagli alimenti, non in grado di alterare il sapore, il colore e l’aspetto. Tale processo viene ottenuto mediante tecniche di chiarifica razionale dei mosti e dei vini e di estrazione di pigmenti fogliari.

Il team, composto da  soggetti italiani ed esteri, prevede già il contributo preziosissimo di un manager “over 50” che ha già assunto un ruolo di rilevanza manageriale in PMI che guiderà il gruppo alla realizzazione del business plan e alla costituzione della futura Startup. Oltre al manager il team è costituito dal referente Clemente Cipresso, 31 anni Aversano, trasferitosi nel 2013 nel Canton di Berna per motivi di lavoro con alle spalle diverse esperienze riguardo la progettazione e il management di programmi di prevenzione sanitaria. Massimo Verdicchio, 29 anni Leccese, che si occupa di tecnologie alimentari all’Università di Ginevra e da Elena Viterbo, 32 Anni di Roma, ricercatrice dal 2001 alla Novartis di Basilea.

Il progetto, in corsa per le selezioni nazionali Alimenta2Talent 2014, ha subito bruciato le tappe grazie all’interessamento di esponenti del mondo dei Venture Capital e di grandi industrie agro-alimentari.

Particolare attenzione quest’anno infatti viene dedicata alle idee di impresa affini alle tematiche oggetto di EXPO 2015, come un’alimentazione sana e di qualità, la prevenzione delle malattie cardiovascolari e l’innovazione verso il miglioramento delle caratteristiche nutritive dei prodotti. Tutti elementi che il gruppo italo-svizzero sembra aver colto nel modo più concreto.

L’idea, che ha ricevuto il plauso di diversi imprenditori del settore, sarà presentata allo Swiss Startups Awards e all’Expó di Milano nelle prime settimane del 2015.

Nella foto in alto a sinistra Clemente Cipresso

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