
Tre membri appartenenti al clan camorristico D’Alterio – Pianese sono stati arrestati dai Carabinieri per riutilizzo di denaro di provenienza illecita e trasferimento fraudolento di beni aggravati da finalità mafiose.
L’inchiesta della Dda di Napoli ha portato anche al sequestro di società operanti nel settore della grande distribuzione di prodotti ittici e beni mobili e immobili per 5 milioni di euro.
L’operazione messa a segno dai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, è finalizzata allo smantellamento delle organizzazioni
criminali. Le tre persone arrestate sono la capo clan Raffaella D’Alterio, detta “‘A Miciona”, già in carcere e due imprenditori: Massimo Capuozzo (ai domiciliari) e Ciro Carbone (in carcere), considerati fittizi intestatari di beni e società, direttamente riconducibili al clan Pianese prima e poi al clan D’Alterio – Pianese, evoluzione del primo, dopo la morte del boss Nicola Pianese.
Dalle indagini è emerso che la rete di affari in cui il clan ripuliva il denaro delle attività illecite, ha avuto inizio nel 2000, quando Nicola Pianese, allora boss di Qualiano, con obbligo di dimora a Ischitella, coinvolse pseudo imprenditori, col ruolo di “teste di legno” nelle attività legate alla distribuzione e alla vendita di prodotti ittici.
Nel mirino del Procura, è finita anche la Jolly Pesca di Giugliano, inoltre sono stati sequestrati beni e proprietà riconducibili al boss defunto Nicola Pianese ed alla moglie Raffaelina D’Alterio, tra cui case, appartamenti, terreni e box tra Pozzuoli, Giugliano, Qualiano e Castel Volturno, ma anche società, vetture, furgoni, carte di credito, bancomat e conti correnti.
Nell’inchiesta sono coinvolte anche altre persone, tra parenti e gregari del clan, accusati di intestazioni fittizia di beni di un valore complessivo di cinque milioni di euro. Sono in tutto 8 le persone coinvolte nell’operazione.
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