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Riaperta la sede del centro di salute mentale di viale Europa, ricavata  da un corridoio del poliambulatorio che ospita l’unità operativa materno infantile. Dal 28 febbraio questa collocazione aveva sostituito quella di palazzo Orabona di piazza Fuori Sant’Anna lasciata dall’Asl, per ragioni di economia di spesa, a scadenza di un contratto di fitto da 8mila euro mensili durato 12 anni.

Dopo solo pochissimi giorni, l’11 marzo, la sede del csm era stata chiusa  a seguito di una ispezione dei Nas che avevano rilevato carenze relative alle condizioni igienico-ambientali, di sicurezza e la mancanza dell’autorizzazione sindacale all’apertura, requisito essenziale per l’attivazione di una struttura sanitaria all’uso pubblico. Una riapertura, quella di martedì, avvenuta tra le proteste della responsabile locale del Tribunale per i Diritti del malato rappresentate, insieme agli ammalati ed ai familiari, alle telecamere del Tg Regionale. Per Anna Gioia Trasacco la sede di viale Europa, considerata ufficialmente provvisoria in attesa di una ristrutturazione ad hoc del palazzetto confinante, di proprietà dell’azienda, inutilizzato da circa un decennio, anche dopo l’effettuazione dei lavori chiesti dai Nas, sarebbe inidonea a garantire assistenza 24 ore su 24 ali ammalati. Tant’è che offre solo un servizio per 12 ore, realizzato essenzialmente con la somministrazione di farmaci. Niente centro diurno, né terapie occupazionali che tanta efficacia hanno avuto sul recupero dei pazienti nei 12 anni in cui la sede del csm è stata nel palazzo Orabona. Insomma una struttura insufficiente per il Tdm che sottolinea l’eccessiva fretta posta dalla direzione aziendale nell’effettuare un trasloco provvisorio che sarebbe potuto avvenire in maniera definitiva nell’edificio da ristrutturare che, tra l’altro,  poteva essere già sistemato dal momento che era vuoto da circa dieci anni e che l’Asl disponeva dei fondi necessari all’intervento. Sarebbe bastato bandire la gara d’appalto prima di lasciare la vecchia sede che, come da contratto, era stata disdetta diciotto mesi prima. Un tempo sufficiente non solo a bandire ed espletare la gara ma anche a concludere i lavori senza dover creare interruzioni al servizio di cura h24. Invece si è preferito traslocare in fretta e vedersi chiudere la nuova sede dai Nas per ben due volte, per  poi riaprirla senza poter garantire le giuste cure, quelle assicurate per 12 anni. Per il Tdm ce n’è abbastanza per chiedere le dimissioni di Luigi Carizzone, direttore aziendale della salute mentale, che definisce una tempesta in un bicchiere d’acqua la contestazione. “Premesso che si potrebbe risolvere ogni cosa in tempi brevissimi occupando l’intero edificio del poliambulatorio, di cui il csm  è una parte, che – ricorda Carizzone- fu destinato, dall’allora direttore generale dell’Asl Ce Franco Rotelli, ad essere totalmente sede del dipartimento di salute mentale, trasferendo l’unità materno infantile, la dietologia e gli altri ambulatori presenti, ad esempio, nei locali degli edifici del complesso direzionale della ex Ce2 di via Santa Lucia, va detto che la gara di cui parla il Tdm è stata pubblicata da mesi ed in fase di assegnazione”. Stando a quanto riferito dai responsabili del settore sarebbero sedici le ditte partecipanti e la commissione aggiudicatrice sarebbe al lavoro per affidare l’appalto entro fine giugno.  Poi sarà necessario aspettare i tempi burocratici, previsti per eventuali ricorsi, e si potrà dare il via ai lavori che dovrebbero concludersi in cinque mesi. Così, salvo imprevisti, la malattia mentale potrà tornare ad essere curata nella giusta maniera.  Intanto ammalati e personale dovranno accontentarsi di sopportare i disagi di una sistemazione provvisoria, sperando che non sia quel provvisorio senza fine al quale gli italiani si sono, purtroppo, dovuti abituare.

Antonio Arduino

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