Ritorna alla ribalta il giallo della scomparsa e dell’assassinio di Romina Del Gaudio, la giovane donna, scomparsa ad Aversa il 4 giugno del 2004 e ritrovata morta, fu uccisa con due colpi di pistola alla testa e poi fatta a pezzi, dopo un mese nei pressi del sito borbonico di Carditello. Nel corso della trasmissione “Quarto Grado”, la madre della giovane Grazia Gallo ha continuato ad invocare la riesumazione del cadavere, la richiesta è stata presentata a suo tempo dall’avvocato Giorgio Pace.
Sia la madre che la zia della giovane, che a suo tempo effettuò il formale “riconoscimento” sostengono, che quei resti non sono quelli della giovane, sarebbero diversi i capelli ed alcune caratteristiche dei denti. Sono stati resi noti particolari importati, come quello della telefonata ricevuta da uno zio, dopo la scomparsa della ragazza: una voce anonima voleva sapere quale farmaco prendesse, soffriva di svenimenti, ma era un particolare che in pochi conoscevano. Un’altra misteriosa telefonata fu ricevuta dalla famiglia il 2 settembre del 2004, quando un anonimo da un telefono pubblico nei pressi della stazione di Aversa, utilizzando il servizio Tim «Ti contatto», chiamò a casa alla mamma dicendo: «Sono colui che ha…, le chiedo perdono, di quello che ho commesso… su vostra figlia. Mi costituirò al più presto. Le chiedo perdono di nuovo», cosa che non avvenne. Per l’omicidio di Romina del Gaudio, la Procura di Santa Maria Capua Vetere in passato ha iscritto nel registro degli indagati: Luciano Agnino, Fabio Fiore, Carlo Porceddu, Alessandro Palumbo e Ferdinando Schiavo. Ciò dopo la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (pm Giovanni Cilenti), ma fino ad oggi, secondo i magistrati, non sono emersi elementi tali da indurre a chiedere il giudizio a carico delle persone indiziate. Uno di loro, che adesso è in carcere per uno scippo ed un’evasione dagli arresti domiciliari, è un vicino di casa della famiglia che abita al Vomero, era un corteggiatore respinto. La famiglia di Romina sostiene che all’indomani della scomparsa, l’uomo aveva telefonato ad alcune trasmissioni televisive alimentando sospetti al fine di depistare, poi vicino al corpo sarebbe stato trovato un pacchetto di sigarette della stessa marca che usa lui. Romina era arrivata ad Aversa con altri colleghi per vendere contratti telefonici “porta a porta”, scomparve e fu trovata a brandelli il 21 luglio successivo. La mamma Grazia Gallo ha sempre sostenuto che quelli non sono i resti della figlia, erano resti umani di una giovane donna, talmente sminuzzati da rendere impossibile un’identificazione visiva, furono eseguite delle analisi, ma la donna le ha sempre contestate, purtroppo i rilievi scientifici confermano che quello è il corpo di Romina. Su questo si è detto d’accordo anche l’ex comandante dei Ris Luciano Garofano. Grazia Gallo ha più volte sostenuto che la figlia sarebbe stata rapita perchè momento della scomparsa, il padre di Romina Del Gaudio doveva testimoniare in Germania in un processo relativo ad una truffa di circa 150 milioni delle vecchie lire. Inchiesta in cui sarebbero coinvolti personaggi legati al Clan dei Casalesi. Durane “Chi l’ha visto” mesi fa era anche emerso che pochi giorni dopo la scomparsa di Romina Del Gaudio, il padre era venuto in Italia ed avrebbe detto all’ex moglie di voler contattare alcuni amici per raccogliere informazioni sulla ragazza, ma dopo una settimana sarebbe ritornato in Germania senza comunicare nulla alla donna e sfuggendo alle domande che la donna gli poneva. Infatti Grazia Gallo sostiene apertamente che si tratta di una vendetta contro il marito. Tuttavia è ritenuta molto valida la testimonianza di una ragazza molto somigliante a Romina Del Gaudio, che faceva il suo stesso lavoro, raccontò di essere stata vittima di un tentativo di rapimento il giorno prima della scomparsa della ragazza, mentre si recava dal dentista a Parete. Secondo la giovane, i rapitori sarebbero stati due uomini, uno più corpulento e dalla carnagione scura e l’altro più longilineo e chiaro di carnagione, mentre un terzo complice li avrebbe attesi in strada a bordo di un’auto monovolume di colore grigio chiaro. La ragazza era stata soccorsa da un dentista richiamato allarmato dalle sue grida, avvicinandosi il medico avrebbe notato che uno dei due uomini aveva una pistola. Secondo la ragazza scampata al rapimento, furono testimoni anche altre persone che non intervennero, magari quei testimoni potrebbero ricordare particolari utili a capire se questa vicenda possa effettivamente essere collegata alla scomparsa di Romina. Tempo fa dalla trasmissione “Chi l’ha visto” è anche emerso che Grazia Gallo all’epoca della scomparsa della figlia raccontò che talvolta due colleghi dell’ex marito, che lavoravano in Germania, portarono personalmente alla ragazza del denaro da parte del padre. Di loro la donna ha ricordato solo che uno era robusto, bruno e aveva un’auto nera grande, mentre l’altro, più giovane e longilineo, ne aveva una di colore grigio metallizzato. Un’auto nera compare anche negli ultimi minuti in cui è stata vista Romina, alcuni testimoni hanno raccontato che in Via Andreozzi ad Aversa, che hanno visto una Mercedes nera con a bordo due uomini che la importunavano.
Salvatore Pizzo