Pretendere una scuola di qualità è una cosa ovvia, ma che la gente per scegliere in quale istituto iscrivere i figli debba affidarsi ad uno dei tanti carrozzoni pubblici creati dai politicanti, pare una contraddizione in termini. L’ingegnere Roger Abravanel dalle colonne del Corriere della Sera ha suggerito alla gente di affidarsi agli esiti delle prove effettuate dall’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), somministrate obbligatoriamente agli alunni:
quiz creati da questa istituzione, nella quale la politica ha creato l’ennesimo consiglio d’amministrazione, che pretende di “misurare” il lavoro delle scuole in quel modo casuale. Peraltro senza nemmeno farsi carico degli oneri economici che questa attività comporta. Se in qualche classe capita qualche sfaticato in più, oppure delle scuole si trovano ad operare con persone che provengono da un contesto sociale difficile, fatto di famiglie che hanno problemi e che non danno priorità all’istruzione, i quiz ci danno responso che fa cadere in basso il malcapitato istituto, ciò in nome di criteri invariabili. Come se il lavoro di un docente si potesse misurare con un quiz anziché affidarsi alla “chiara fama”, alla reputazione ed al passaparola frutto dell’esperienza di chi ha già frequentato l’istituzione scolastica. Abravanel appartiene al settore bancario/finanziario, nulla di personale, ma cosa ne sa di quegli insegnanti che riescono, comunque vada, ad istruire seppur minimamente decine di individui che preferirebbero rimanere “asini” (per il semplice fatto che studiare costa fatica) o di genitori che di disinteressano completamente dell’istruzione dei figli?
Facciamo un esempio, apparentemente paradossale, ma che può delineare gli esatti termini della questione: sono più bravi i carabinieri di Pordenone (zona tranquillissima) oppure i loro colleghi che operano in certi quartieri di Napoli?
La risposta è che sono entrambi ligi al dovere, a parità di risorse, è anche il tipo di utenza che fa la differenza. La gente se ne accorge quando uno non lavora! Abravanel, che di finanza è sicuramente esperto, ci illumini su come difenderci dalla fallacità delle agenzie di rating che drogano il sistema economico. Tabù della campagna elettorale.
Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e Provincia
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