Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda-Unams, hanno manifestato al Teatro Quirino di Roma, con una delegazione presente contemporaneamente anche davanti al Senato, perché ritengono che la recente manovra finanziaria dimostri "un accanimento verso una categoria che sta già pagando un alto prezzo alle politiche di contenimento della spesa.
Il personale della scuola – sostengono i dirigenti sindacali – non rivendica privilegi ma solo il diritto a essere trattato con equità. E’ stato molto netto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che ha detto: "Sarà sciopero se non cambia la manovra sulla scuola", la Gilda, attraverso il suo coordinatore nazionale Rino Di Meglio, ha detto che dal prossimo anno i docenti del suo sindacato non saranno disponibili per le gite scolastiche, Marco Paolo Nigi dello Snals ha chiesto che: “Governo e Parlamento pongano rimedio a queste clamorose ingiustizie e iniquità che colpiscono la scuola”. Dei quattro sindacati la posizione più battagliera sembra quella della Cisl, infatti Bonanni ha detto: “Chiediamo al Governo di fare per le progressioni di anzianità del personale scolastico ciò che ha già fatto per le liquidazioni: rivedere le sue posizioni, per rendere più equo e sostenibile il carico dei sacrifici richiesti ai lavoratori. Non escludiamo ulteriori e più incisive azioni di lotta, se la nostra richiesta non verrà accolta”. Intanto sul caldo fronte della scuola, il prossimo 25 giugno sciopereranno: Cgil, Cub e Usi-Ait. I Cobas, con una serie articolata di scioperi in tutte le regioni, hanno provocato il rinvio di 25mila scrutini. Salvatore Pizzo