Il ragazzo di San Marcellino, che domenica sera si è esploso un colpo alla testa, è ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli, dove ha subito un intervento chirurgico durato 5 ore, per l’asportazione di una parte dell’osso frontale dal cranio.
Le sue condizioni restano gravi, mentre i parenti e gli amici attendono con apprensione il suo risveglio. Intanto proseguono le indagini, coordinate dagli investigatori del commissariato di polizia di Aversa. Pare che il ragazzino stesse sempre alla larga dall’arma di ordinanza del padre, ispettore di polizia penitenziaria e che i genitori facciano fatica a credere alla tesi del suicidio per il suo carattere solare e tranquillo. Ma le indagini proseguono, considerando sia l’ipotesi di un incidente avvenuto per una tragica fatalità, causato dalla curiosità del ragazzo che estraendo l’arma ne abbia fatto partire accidentalmente un colpo, sia esaminando la possibilità di un gesto volontario dettato dallo sconforto. Questa seconda tesi sembra convincere di più gli investigatori, suffragata soprattutto dalla foto della nonna, persa qualche giorno prima, che il 14enne teneva con se nel momento del tragico avvenimento. Altro fondamentale elemento, che avvalora la tesi del tentato suicidio, è il messaggio di addio lasciato alla sorella su facebook poco prima dello sparo.
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