E’ stato condannato dal giudice Marina Cimma del Tribunale di Napoli, a tre anni e quattro mesi di reclusione per estorsione nei confronti di due imprenditori del Nord Italia, Cipriano Chianese, il noto avvocato di Parete, considerato dagli inquirenti la mente criminale dell’ecomafia campana.

L’uomo è stato uno dei fondatori dalla “Ecologica ‘89”, società intestata a Gaetano Cerci, esponente della loggia P2, e della “Novambiente” insieme al boss Bidognetti e al manager pentito Vassallo. Titolare della Resit, società che gestiva alcune discariche nel territorio di Giugliano e con uno stabilimento nella zona industriale di Gricignano, oltre ad altri invasi in località Tre Ponti tra Parete, Giugliano e Villa Literno.

Secondo la magistratura, Chianese fu il vero ideatore dei traffici illeciti di rifiuti, colui che trovava i siti per i rifiuti tossici provenienti in larga parte dal Nord Italia. L’avvocato si sarebbe fatto strada accumulando una fortuna, mediante i suoi contatti. L’intreccio di relazioni tra politici, imprenditori e vari boss della camorra, gli avrebbe fatto acquisire il monopolio del settore. Per l’avvocato questa, rappresenta la prima condanna nonostante i numerosi processi in cui è stato coinvolto negli ultimi anni.

La richiesta iniziale del Pm della Dda Alessandro Milita era di 14 anni di reclusione, ma ha ottenuto lo sconto di un terzo della pena prevista dal Pm poiché sottoposto a rito abbreviato.

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