Emanuela, la bimba abbandonata a Villa Literno lo scorso 11 aprile vicino ad una pattumiera e salvata da Raffaele Santoro, il poliziotto del posto fisso operativo di Casapesenna, che l’aveva tolta dai rifiuti e praticato il messaggio cardiaco, è stata affidata ad una famiglia della provincia di Avellino.
La bambina, ricoverata per giorni alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, è stata affidata ad altri coniugi su disposizione del Tribunale per i minorenni. La neonata, da martedì pomeriggio, è già nella sua nuova casa, dove è stata accolta con amore dai genitori adottivi che da anni desideravano il suo arrivo.
Finisce così il sogno dell’agente che aveva manifestato insieme a sua moglie la volontà di adottarla. L’assistente capo della Polizia di Stato, conosceva purtroppo bene quelle procedure per averle praticate per molto tempo a suo figlio Nicola, il suo bambino morto di cancro a soli dieci anni. La famiglia Santoro si era da subito legato alla bimba, alla quale fu dato quel nome proprio perché lo stesso Nicola, il primogenito perso prematuramente, lo avrebbe voluto dare al maschile ad un suo fratellino. Ma a quanto pare alla bambina, che verrà accudita e cresciuta da un’altra famiglia, resterà solo il nome e si spera il racconto di un uomo che le ha salvato la vita.
Il Presidente del Consiglio incontra il poliziotto che ha salvato la neonata a Villa Literno
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