Ieri, alle prime ore del mattino, un detenuto romeno di 32 anni si è tolto la vita, impiccandosi nel carcere di Aversa. A renderlo noto Samuele Ciambriello, garante in Campania delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. «In questo tempo così disperato e così intenso – sottolinea – si continua a morire di carcere e in carcere».

«Emil – fa sapere il garante – era detenuto per rapina e sarebbe uscito a novembre. Non faceva colloqui, non aveva mai avuto sanzioni disciplinari. Gli altri suoi quattro compagni di cella non si sono accorti del suo gesto disperato. Sebbene il fenomeno dei suicidi in carcere sia in diminuzione, e aumentano i casi di autolesionismo, il suicidio di una persona privata della libertà, in particolare, costituisce, da un lato, il fallimento più evidente del ruolo punitivo dello Stato. E la politica e l’opinione pubblica vivono l’indifferenza»