Non torna in carcere, per il momento, il boss dei Casalesi Pasquale Zagaria, detto “Bin Laden” e fratello del capoclan Michele, che dal 41 bis era stato messo agli arresti domiciliari ad aprile per motivi di salute per l’indisponibilità delle strutture sanitarie sarde, tutte riconvertite e destinate all’emergenza Covid, di potergli garantire la prosecuzione delle cure per una grave neoplasia diagnosticata lo scorso anno.

Zagaria può quindi restare ai domiciliari nella sua casa a Pontevico, in provincia di Brescia, curandosi in un vicino ospedale, perché il decreto di Bonafede potrebbe rappresentare una illegittima interferenza nel potere giudiziario del potere esecutivo.

Il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha infatti sollevato eccezione di illegittimità costituzionale del decreto (29/2020), emanato per frenare la scarcerazione di malavitosi durante la pandemia ed ha pertanto trasmesso gli atti del fascicolo del boss imprenditore del clan dei Casalesi alla Corte Costituzionale.

I giudici nelle 25 pagine di dispositivo della decisione dichiarano che il decreto del Guardasigilli ha aperto la porta a una rivalutazione che, per il tribunale di Sorveglianza, «oltre a non essere rispettoso del termine, contiene preoccupanti aspetti di limitazione della sfera di competenza dell’autorità giudiziaria e una riduzione della tutela dei diritti fondamentali alla salute e all’umanità della pena».

La vicenda dei domiciliari concessi ai carcerati nel periodo del Coronavirus continua così a restare di stretta attualità.

TORNA IN LIBERTÀ UN ALTRO FRATELLO DEL BOSS MICHELE ZAGARIA, DOPO PASQUALE ESCE DAL CARCERE ANTONIO

SCARCERATO IL BOSS PASQUALE ZAGARIA, BONAFEDE DISPONE L’INDAGINE DEGLI ISPETTORI