La psicologa nonché docente universitaria Anna Maria Ajello, in un forum organizzato dal quotidiano “La Repubblica”, ha dichiarato: “La formazione degli insegnanti è ancora lacunosa, spesso i docenti non conoscono il concetto di valutazione (…)” se la stessa affermazione l’avesse espressa un docente di scuola statale discettando della categoria dei professori universitari o di coloro che sono iscritti all’’Ordine degli Psicologi qualche intellettuale d’alto bordo l’avrebbe, giustamente, zittito facendogli notare di essere un estraneo a entrambe categorie interessate.

Ajello presiede l’agenzia di rilevazione statistica nota con l’acronimo Invalsi (Istituto Nazionale Valutazione Livelli Scolastici di Apprendimento), come la gran parte di quelli che dall’alto hanno la pretesa di occuparsi dei docenti della Scuola Statale è stata lì meritoriamente nominata per volontà del decisore politico.

La professoressa, nonché nota psicologa, che ha la fortuna di dirigere un ente che si occupa di elaborare statistiche, non pare eserciti la professione di docente di scuola statale tuttavia pretende, autorevolmente, di sindacare la formazione di tale categoria.

Non è noto se Ajello sia in possesso di un qualche titolo abilitante per l’insegnamento nella Scuola Statale, se così fosse vorremmo vederla all’opera in classe, così tutti avremmo un fulgido esempio di una docente adeguatamente formata alle prese con la scolaresca.

I dottori in psicologia se non è abilitati, una volta conseguiti i 24 CFU per l’insegnamento, possono iscriversi nelle graduatorie per aspirare a un incarico da insegnante. La Laurea in Psicologia “vecchio ordinamento” dà la possibilità alla prof.ssa Ajello di insegnare filosofia e scienze umane se conseguita entro l’anno accademico 2000/01, filosofia e storia se conseguita entro l’anno accademico 1993/94, se il titolo l’avesse conseguito 200/01 bisognerebbe esaminare il piano di studi al fine di verificare se esso è compatibile con i parametri richiesti dalle norme attuali.

A proposito di formazione sarebbe utile che all’Invalsi si procurassero qualche manuale, qualcosa di semplice tipo il Bignami, almeno per aver un’infarinatura del concetto remunerazione del lavoro, visto che non scuciono nulla per l’opera di data entry che pretendono di appioppare ai docenti, per lo più a quelli della primaria.

Quando si occupano certe posizioni percependo una prebenda, che sicuramente sarà ragguardevole, il meritevole di turno abbia l’accortezza di godersela in silenzio, magari facendo qualche quiz a crocette sotto l’ombrellone.

Salvatore Pizzo

Coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza