Dieci ordini di custodia sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia nei confronti di altrettante persone, accusate di furti, rapine, bancomat sradicati, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Le misure sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siena e della Compagnia di Montepulciano a Giugliano e San Cipriano d’Aversa, con il concorso dell’Arma territoriale.

In particolare, sei indagati sono stati ristretti in carcere, tre agli arresti domiciliari, mentre il decimo è stato sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Otto indagati risiedono presso un campo nomadi di Giugliano, ed erano già noti alle forze dell’ordine per aver derubato bancomat, colonnine ATM e depositi di autoveicoli, spesso presi di mira per asportarne pezzi destinati al mercato nero.

Le indagini sono state avviate a Montepulciano, in seguito al furto avvenuto la notte del 10 ottobre dello scorso anno, quando fu asportata una colonnina ATM contenente 52mila euro in contanti. I militari dell’arma rintracciarono, grazie anche alla consultazione dei lettori targhe installati nel territorio, una Mercedes GLA ed un furgone Fiat Doblò. Gli stessi veicoli sono risultati essere stati adoperati anche in occasione di un furto compiuto ad Assisi ai danni del bancomat situato in Piazza Matteotti.

Nella notte tra il 17 ed il 18 settembre 2020 i militari di Siena e Assisi hanno predisposto un servizio di controllo nei pressi di uno sportello bancomat a colonnina dello stesso tipo di quello asportato a Montepulciano. In piena notte i carabinieri hanno così, sorpreso la banda mentre tentava di caricare il totem sul furgone Fiat Doblò, dopo averlo sradicato con l’ausilio di una catena ancorata al mezzo.

I ladri inseguiti dalle forze dell’ordine hanno dato via ad una fuga rocambolesca a bordo dei due mezzi. Durante la precipitosa ritirata, la refurtiva è fuoriuscita dal portellone posteriore del furgone (apparato ATM e circa 13.000 euro), mentre auto e furgone sono stati abbandonati nelle campagne di Acquasparta.

Non contenti, i delinquneti hanno forzato anche un posto di blocco, lanciandosi a folle velocità contro la vettura dei Carabinieri e ferendone uno.

L’identificazione del gruppo criminale è avvenuta mendiante i tabulati telefonici e il tracciato gps, installato su una delle auto per fini assicurativi.

A carico di uno degli arrestati la Procura contesta anche una rapina impropria avvenuta presso un deposito di autovetture a Paliano, in provincia di Frosinone, nella quale era stato già arrestato in flagranza di reato con uno dei complici della rapina di Assisi.