Nel luglio di 10 anni fa il fuoco distrusse circa molti ettari di vegetazione, prevalentemente di pineta a Collalto (Siena), le indagini stabilirono che le fiamme si propogarono a causa del fuoco appiccato ad alcuni cartoni bruciati improvvidamente insieme a degli scarti vegetali in un terreno nella zona di Podere Mollano, a giudizio, tra gli altri, finì anche un uomo oggi 65enne originario di Aversa con l’accusa di incendio boschivo colposo: nel 2014 il Tribunale di Siena lo assolse ma nel 2019 la Corte d’Appello di Firenze lo ritenne colpevole condannandolo a 2 anni, ma nel febbraio del di quest’anno la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna ed ha disposto un nuovo giudizio davanti ad un nuovo collegio di appello del copoluogo toscano.

Le motivazioni di questa decisione sono state pubblicate nei giorni scorsi: non sarebbero state vagliate sufficientemente le testimonianze che riguardano la posizione dell’uomo, che è finito nei guai a causa del suo ruolo di custode del podere da cui si sprigionarono le fiamme. 

Secondo la tesi accusatoria avrebbe dato indicazioni ad un operaio che “aveva provveduto all’accensione di cartoni da imballaggio, depositandoli sopra i residui di erba secca derivati da un precedente sfalcio”, l’incendio fu “tale da interessare complessivi 309 ettari (di cui 297 boscati) e da richiedere per lo spegnimento l’intervento di: 646 unità di personale, 39 autobotti, 308 mezzi leggeri, 130 ore di volo degli elicotteri regionali ed 11 missioni di mezzi aerei nazionali” fu necessario lo sgombero di 21 persone da alcune strutture limitrofe,  grave fu il danno su un’area protetta circostante la  “Montagnola Senese”, per una superficie di poco superiore a 70 ettari, i danni sono stati stimati per un valore pari a 538.868,00 euro.

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