Il collaboratore di giustizia Giuseppe Basco ha rivelato agli inquirenti la spartizione degli incassi tra le famiglie Schiavone e Bidognetti. Una cassa comune in cui finivano i proventi delle attività illecite del clan dei Casalesi, frutto prevalentemente di estorsioni.

Basco ha spiegato che nel 2018, quando uscì da galera, fu chiamato da Vincenzo Di Caterino e Romolo Corvino (quest’ultimo non indagato) per partecipare ad estorsioni “i cui proventi erano destinati alla famiglia Bidognetti, alla quale lui era affiliato. Poi precisarono che si trattava di una cassa comune delle famiglie Schiavone e Bidognetti, mentre solo il gruppo Zagaria, ne aveva una autonoma”.

Nel corso delle indagini sono emersi intercettazioni, dalle quali sarebbe emersa la proposta di costituire una cassa comune “per i sette paesi” dell’Aversano sotto l’egemonia dei due clan in modo da “evitare scontri dannosi per entrambe” le fazioni.

Ci furono anche diversi incontri tra il gruppo Schiavone e quello Bidognetti per ricostituire una cassa comune alle due fazioni. Gli appuntamenti furono messi a punto da Giovanni Della Corte e Giosué Fioretto, ex cognato del capoclan Francesco Bidognetti detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte”.