E’ stato condannato l’undicesimo componente di una banda che metteva in atto rapine che sembravano scene di film, sbucavano dalle fogne entrando nelle filiali bancarie e svuotavano le cassette di sicurezza. “Quando saremo vecchi faranno un film su di noi”, disse uno di loro senza sapere di essere intercettato. Furono arrestati in dieci, scivolavano nelle fogne anche utilizzando degli skateboard come carrelli. La banda avrebbe messo a segno negli anni colpi milionari a Milano e Bologna passando per Parma. A Parma hanno messo a segno l’ultimo colpo, il 31 ottobre del 2017 portarono via beni per 3 milioni di euro nella filiale di Banca Intesa a Parma ed erano al lavoro per mettere a segno una nuova, grande ‘impresa’ nella stessa città ai danni della filiale della Bper in Via Cavour. I carabinieri li bloccarono mentre avevano iniziato a scavare nelle fogne per arrivare in via Cavour, nel pieno centro della cittadina emiliana. Avevano affittato un appartamento al piano terra in Borgo delle Colonne e da lì avevano iniziato a scavare, in un altro appartamento utilizzato dalla banda a Parma furono trovate pistole a salve senza tappo rosso, maschere per coprirsi il volto, tute da lavoro, percussori, piedi di porco, mazzette e scalpelli da muratori, mascherine protettive, apparati ricetrasmittenti . Il Pm Fabrizio Pensa aveva contestato vari reati: associazione per delinquere finalizzata alle rapine, rapina aggravata, crollo di costruzioni. Nella filiale di Via Venezia i banditi, in pieno giorno, fecero irruzione attraverso un tunnel , svuotando la cassaforte e 84 cassette di sicurezza, portarono via beni e contanti per oltre 3 milioni di euro, lì la donna aveva filmato l’interno quando l’aveva visitata con la scusa di aprire un conto corrente, a lei era intestato il contratto d’affitto dei due appartamenti a Parma. L’undicesimo della gruppo, un 31enne di Villa Literno, che è stato processato separatamente dagli altri 10, il Tribunale di Parma gli ha dato 6 anni e 8 mesi che in continuazione con altre condanne totalizzano una pena complessiva di 15 anni.