La gestione e la manutenzione delle lampade votive nel cimitero di Frasso Telesino sono diventate oggetto di una contesa giudiziaria davanti al Tribunale amministrativo regionale: una ditta ha impugnato la determina con la quale il comune ha indetto la procedura per l’affidamento del servizio. Si tratta di un appalto che vale poco meno di 89 mila euro, per il periodo dal 31/10/2023 al 30/12/2027. La società ricorrente contesta una modifica della determina che l’ente locale ha deciso in autotutela, questo il testo oggetto delle doglianze: “che l’art. 49 del d.lgs. 36/2023 norma il principio di rotazione di appalti sottosoglia. Il comma 2 indica il divieto di affidamento (diretto) o aggiudicazione di un appalto al contraente uscente (a qualunque titolo sia entrato, anche dopo l’aggiudicazione in una procedura aperta) nei casi in cui 2 consecutivi affidamenti abbiano a oggetto: una commessa nello stesso settore merceologico; la stessa categoria di opere; lo stesso settore di servizi”.
Il Comune di Frasso Telesino ha depositato in giudizio una memoria difensiva, nella quale, in via preliminare, ha eccepito la inammissibilità del ricorso sotto un duplice profilo, ossia per omessa notifica del ricorso alla parte controinteressata, ma anche perché ritiene la ricorrente abilitata per il servizio oggetto dell’affidamento, ma “solo per la tipologia lavori (e non servizi) per la categoria “OS 28 Impianti termici e di condizionamento””; nonché, nel merito, ha eccepito la sua infondatezza. Il ricorso, come eccepito dal Comune resistente, è stato ritenuto inammissibile per omessa notifica dello stesso alla Società controinteressata. La ditta che ha presentato il ricorso, dopo la bocciatura del primo, ne ha proposto anche un secondo ma anch’esso è stato respinto questa volta per il mancato rispetto dei termini procedurali.
sp