Sono al vaglio degli investigatori le dichiarazioni di Maria Zaccaria e Pietro Montanino, i due sposini scomparsi nel nulla e ritornati dopo cinque giorni di paura per familiari e concittadini.

I neo sposi, avevano lasciato i figli di 7 mesi e 7 anni a casa dei nonni paterni per poi allontanarsi a piedi.

Le ipotesi sono state diverse, da un allontanamento non volontario ad una piccola luna di miele, fino alla ricerca di una nuova abitazione in cui andare a vivere.

Dalla ricostruzione della Procura normanna, è emerso però che la coppia avrebbe raggiunto Milano con il treno, prima di fare ritorno a casa dei genitori di Pietro per riprendere il figlio neonato e l’auto, come se nulla fosse accaduto.

I coniugi sono poi rientrati a casa a Cesa, dove sono stati raggiunti dal figlio più grande, nato da un precedente matrimonio di Maria, che intanto era andato a casa del papà.

Sembra inoltre, che l’ultima telefonata sia stata effettuata martedì pomeriggio verso le 17. Maria avrebbe chiamato con il cellulare del marito, poiché il suo era rimasto a casa, la cognata (sorella di Pietro) per ricordarle di andare a prendere il figlio di sette anni a calcetto. Tuttavia, la cognata ha smentito di aver mai ricevuto la chiamata dalla donna.

All’esito delle attività investigative, svolte dai Carabinieri di Frattamaggiore, è stato ricostruito che i due si erano allontanati insieme, dopo aver prelevato del denaro contante dalla propria abitazione, senza portare con sé né documenti né cellulari. Dall’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e, in particolare, dalle immagini acquisite presso la stazione ferroviaria di Napoli Centrale, è stato possibile ricostruire i loro primi movimenti il giorno dell’allontanamento. Gli sposi, hanno dapprima raggiunto la Stazione di Napoli Centrale con un treno regionale e poi sono saliti a bordo di un convoglio ad alta velocità, giungendo a Milano. 

La procura prosegue le proprie attività, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità.

 

Published and edited by Ester Pizzo