Il Piano Regionale Amianto, approvato il 10 ottobre 2001 dal Consiglio regionale della Campania, con lo stanziamento di 270 miliardi di vecchie lire, presenterebbe gravi ritardi nell’applicazione

il dato che interessa decine di lavoratori è emerso nel corso di un convegno dei Ds, tenuto nella sede del Consiglio regionale, al quale sono tra gli altri intervenuti il responsabile Economia e Lavoro dei Ds Campania, Pasquale Mammacco, il Presidente della Commissione regionale sanità, Angelo Giusto, il Presidente del Gruppo regionale dei Ds, Antonio Amato, il consigliere regionale Giuseppe Sarnataro, e il segretario regionale dei Ds, Gianfranco Nappi. ”In Campania sono 14.950 i lavoratori esposti ed ex esposti al rischio amianto”, ha spiegato Francesco Cammino, presidente di Auser, associazione di volontariato attiva nella tutela dei lavoratori sottoposti ai rischi provocati dalla esposizione al minerale. ”In Campania, regione in cui il rischio amianto è una vera emergenza per gli storici insediamenti produttivi – ha proseguito Cammino – secondo le nostre stime saranno 15 mila i lavoratori che si ammaleranno di tumore nei prossimi dieci anni”. Per il segretario regionale dei Ds, Nappi, ”sono tre i punti fondamentali sui quali concentrare l’azione immediata degli assessorati competenti: l’attivazione da parte delle Asl del piano di sorveglianza sanitaria, costituire un osservatorio permanente dei lavoratori esposti al rischio amianto e far sì che i Comuni attivino le bonifiche ambientali”. Cosa risponde a tutto questo l’assessorato alla Sanità?