Le commistioni tra politica e camorra nel nostro territorio sono sotto gli occhi di tutti, ieri è stato arrestato Cipriano Chianese, l’avvocato di Parete molto conosciuto per la sua attività di smaltimento dei rifiuti.

Chianese, 56 anni, è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e violazione di sigilli, nell’ambito delle attività di smaltimento illecito di rifiuti condotte dal clan dei Casalesi. L’avvocato è stato arrestato dopo che il Gip del Tribunale di Napoli, Umberto Antico, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai Pm della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini a carico di Chianese, sono state condotte dalla Dia e dal nucleo tutela ambientale dei carabinieri, e si sono basate sulle dichiarazioni di alcuni pentiti e da numerose intercettazioni telefoniche. Secondo gli investigatori, dal 1988 al 1996, Chianese avrebbe agevolato attività del clan dei Casalesi, ed in particolare dei boss Antonio Bardellino, Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. L’avvocato, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto da intermediario nell’ambito della gestione dei rifiuti, ma avrebbe anche sfruttato i mandati difensivi per portare messaggi tra i singoli partecipanti alle attività mafiose e ai vertici del clan. Avrebbe anche "prestato" le proprie proprietà per incontri tra i vari affiliati al clan. Secondo le accuse, Chianese avrebbe anche finanziato il gruppo criminale con i proventi dei traffici illeciti di rifiuti e, nel 1994, avrebbe anche stipulato patti pre-elettorali con alcuni camorristi, "pilotando" il voto affinché venisse eletto nelle fila di Forza Italia per la quale fu candidato alla Camera. Le numerose attività illecite hanno consentito a Chianese di accumulare un ingente patrimonio per acquistare soprattutto immobili e terreni. E’ stato, infatti, disposto il sequestro di 39 unità immobiliari e 6 appezzamenti di terreno tra la Campania e il Lazio. Già in passato gli erano state sequestrate due discariche a Giugliano, nel lato in cui il territorio comunale confina con Parete, nelle quali si perpetrava l’attività di smaltimento illegale di rifiuti in assenza di garanzie per la tutela dell’ambiente. In un’altra inchiesta Chianese è indagato insieme a tutto il consiglio comunale di Parete, a maggioranza diessina, per una delibera relativa all’ampliamento di uno stabilimento della ditta Resit anch’essa attiva nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. In queste vicende, se non sotto il profilo giudiziario ma sicuramente dal punto di vista politico, hanno grosse responsabilità le maggiori forze politiche di tutti gli schieramenti in campo, e questo porta a riflettere molto. Hanno smaltito illegalmente rifiuti in una zona che è a 10 minuti di macchina dal mare, nel pieno di un area di interesse archeologico, praticamente sulle sponde del Lago di Patria, il più grande del Mezzogiorno, nel cuore della Campania Felix ricca di grosse peculiarità enogastronomiche. I soldi si potevano fare lo stesso sfruttando queste caratteristiche, che altrove fanno campare di rendita, ma spiegarlo ad una classe dirigente ignorante e becera è assai difficile. Salvatore Pizzo