La Regione Campania avrebbe prorogato illegittimamente di due anni i termini per il recupero della tassa senza mai aver approvato alcuna legge sul condono per i tributi, lo sostiene l’associazione Contribiuenti.it. Sarebbero 1milione e mezzo gli avvisi di accertamento e di irrogazione sanzioni emessi dalla Regione Campania per il recupero della tassa auto per gli anni 2000, 2001 e 2002, inviati ai contribuenti in questi giorni.
Questi avvisi secondo “Lo Sportello del Contribuente”, presentano profili di illegittimità in quanto notificati oltre il termine triennale di prescrizione previsto dalla legge 53/83. Infatti, l’articolo 5 sancisce che “l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”. “La Regione Campania – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – non ha avendo aderito alla normativa nazionale sul Condono, non può beneficiare della disposizione di proroga, statuita dal legislatore nazionale.Il prolungamento del termine, così come “erroneamente” indicato negli avvisi inoltrati, – continua Carlomagno – è applicabile solo in quelle Regioni che hanno varato disposizioni in materia di condono previste dal legislatore nazionale con l’articolo 13 Della L. 27.12.2002, n. 289 con lo scopo di garantire a tali Regioni il recupero oltre i termini triennali di prescrizione. Cosi facendo, la Regione, da un lato, ha precluso ai contribuenti la possibilità di sanatoria e, dall’altro, ha esteso i termini di accertamento per la riscossione dei bolli auto, generando una frustrazione e lesione dei diritti del contribuente.” Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani chiede che la magistratura accerti se il fenomeno delle cartelle pazze non sia frutto di una manovra che tende artificialmente e virtualmente ad aumentare le entrate degli enti locali per coprire deficit di bilancio dovuti a contributi erogati a terzi per finanziare la prossima campagna elettorale.