Per due anni dal 2007 al 2009 il celebre maestro Riccardo Muti dirigerà opere del ‘700 napoletano nell’ambito del Festival di Pentecoste, che si tiene a Salisburgo, la città di Mozart.

In particolare verrà eseguita un’opera di Domenico Cimarosa mai eseguita tra il XX ed il XXI secolo: Il Ritorno di Calandrino. La rassegna è stata presentata ieri in una conferenza stampa da Helga Rabl-Stadler, presidente del Festival, dal regista Jürgen Flimm che nel 2007 succederà come sovrintendente a Peter Ruzicka, dal direttore artistico Markus Hinterhäuser e dallo stesso Riccardo Muti. La cartella stampa era tutto un programma, raffigurava un olio settecentesco del Vesuvio in piena eruzione e, sopra, il logo art-déco del Salzburger Festspiel. Non è stato escluso che potrebbe essere eseguita anche un’opera di Jommelli, l’altro cigno di Aversa. Muti durante la conferenza stampa ha ricordato: «Scarlatti padre dell’opera del Settecento, Metastasio poeta cesareo a Vienna, Napoli che sotto Maria Carolina, figlia di Maria Teresa d’Austria, toccò vertici d’arte ineguagliati, un’Europa che sta perdendo la sua identità musicale: non solo l’Europa ma anche l’America, mentre in questo momento noi dobbiamo cercare una identità europea». Il Festival di Pentecoste è in tandem col Ravenna Festival. Questa è un’altra umiliazione per Aversa, un’altra opera cimarosiana trova la sua esaltazione lontanissimo dalla terra di questo genio della musica, come avvenne la scorsa estate con il Maestro di Cappella, opera del Cigno di Aversa eseguita per la prima volta in Italia a Spoleto, ma va anche segnalata Frantumi del paretano Luigi Esposito, eseguita a Tokyo, un’opera che di denuncia contro la nostra classe dirigente, rea della “frantumazione” della casa di Cimarosa. Si tratta di occasioni non solo culturali che il nostro territorio perde, ma anche di indotto turistico, sono migliaia le persone nel mondo attratte da queste magie musicali, un flusso economico che sfugge alle balordaggine delle nostre classi dirigenti. Il 2006 è anno mozartiano, ricorre il 250esimo anniversario della nascita del grande musicista di Salisburgo, e le celebrazioni che si stanno portando avanti, non hanno nulla a che vedere con la pochezza che Aversa ha espresso con le analoghe manifestazioni cimarosiane. Già il nome di Muti è tutto un programma, e non ci vengano a parlare di questioni finanziarie, a Salisburgo per adesso non hanno nessuno sponsor privato, eppure hanno attratto l’attenzione del mondo. Tra le tante manifestazioni che si stanno svolgendo in occasione dell’anno mozartiano, va segnalato anche un convegno che si è svolto lo scorso 24 gennaio a Faenza, dove giustamente tendono a valorizzare il faentino Giuseppe Sarti, coevo di Cimarosa e Mozart. Al convegno ha partecipato anche lo studioso Martin Haag che ha relazionato sull’epopea del compositore aversano. Sa.pi.

Di s.p.