Dopo l’approvazione delle norme volute dalle destre, che inaspriscono le sanzioni per chi fa uso di droghe, anche quelle leggere, molti esponenti dello stesso centro destra hanno inaugurato una nuova stagione, quella di far sapere di essersi fatti uno spinello almeno una volta nella vita.

Dopo che il gran capo di An Gianfranco Fini ha inaugurato la stagione delle “ammissioni”, a ruota molti hanno deciso di confessare le loro esperienze droganti, ma di quelli di An solo uno ha deciso di seguire il capo e rimembrare le sue esperienze droganti, il parlamentare di An, (già mancato sindaco del suo paese e mancato consigliere comunale di San Marcellino) Italo Bocchino, adesso eletto a Napoli ed attualmente vice presidente dei deputati di An. Bocchino ha dichiarato a Viriginia Piccolillo del Corriere della Sera: “Chi, della nostra generazione, dice di non aver provato mente. E’ come se i nostri padri avessero detto non sono mai stato in una casa d’appuntamento” – continua – “la prima volta avevo 20 anni ero a Palinuro e una sera con degli amici. Per capire ho accettato”. Bocchino racconta che è andata: “malissimo. Mal di stomaco. Un ricordo orripilante”. Ma non finisce quì, l’Onorevole Bocchino dice di averci riprovato due anni dopo a Perugia, dice: “eravamo quattro, ancora solo maschi. Stavamo cenando, ridevamo e uno di noi si è acceso una canna e ce l’ha passata. Ci ho riprovato ma è stata un’esperienza pessima”. Di fronte a queste due esperienze “pessime” raccontate dall’esponente di An, che tra quelli provenienti dall’aversano e colui che nel partito ha raggiunto il grado più alto della carriera politica, forse sarebbe stato meglio seguire l’esempio di quei padri che richiedevano i piaceri delle donnine discinte, oggi andrebbe naturalmente fatto nel rispetto della legge Merlin. In An di Aversa, il centro propulsore dell’intero comprensorio, avrà sicuramente creato dibattito questa vicenda di Bocchino, le canne e le case chiuse. Forse per lasciarli a queste auliche riflessioni lanciate dal parlamentare più importante che hanno, molti aversani di An non sono stati indicati tra i delegati alla Conferenza programmatica di domenica scorsa che si è svolta a Roma. Le considerazioni di Bocchino aprono nuovi interrogativi che hanno significati più profondi, e evidentemente anche la destra aversana sta riflettendo in silenzio se deve “andare oltre” senza dimenticare le genuine tradizioni dei padri, (come andava dicendo un tempo anche Pino Rauti il suocero di Alemanno), o adeguarsi ad un presente inquinato anche dal fumo delle canne. Nel frattempo la loro federazione di Caserta, alla quale ancora appartengono in barba all’aversanità, per non stancarli, ha lasciato i vertici aversani di An a casa, chissà magari a riflettere in silenzio come segare con gli errori del passato e gli sbagli del presente. Correre ai rimedi tranquilli è sicuramente una cosa saggia. Tuttavia domenica a Roma, Aversa non è mancata, c’era Gian Mario Mariniello, dirigente nazionale giovanile, che per il ruolo che occupa sicuramente non ha nulla da segare, da giovane virgulto di una destra che si affaccia al futuro per diffondere quelle peculiarità e valori che gli sono propri, il suo unico scopo è quello di ricercare una politica penetrante nel senso più esplicito del termine, e che possa far proliferare l’afflosciato consenso delle destre nella nostra zona. Per la cronaca va detto che della zona aversana a Roma tra gli altri c’erano anche: Luigi di Gennaro, frignanese e dirigente di Azione Universitaria, Luciano Gentile, medico di Casaluce da sempre impegnato nel sociale presente come invitato, Lorenzo Maiolica un avvocato di Trentola Ducenta, Gabriele Piatto ex astro nascente di An nell’aversano e noto penalista di Frignano, un signore che si chiama Magliulo anche lui della zona aversana e l’Onorevole Gennaro Coronella deputato di Casal di Principe. Salvatore Pizzo