E’ decisamente paradossale la questione che riguarda il gruppo San Paolo Imi Banco di Napoli, che in questi giorni è stato duramente attaccato dal Presidente della Provincia di Napoli Dino di Palma, dopo che il rettore della Federico II Guido Trombetti aveva lamentato pesanti discriminazioni operate contro l’ateneo dalla Compagnia di San Paolo, l’organizzazione filantropica legata alla banca.

La polemica è di quelle antiche, quella delle banche del Nord che rastrellano al Sud e investono al Nord, ed in questo caso ad essere stata umiliato è stato il prestigioso ateneo napoletano, destinatario di un miserando finanziamento rispetto ai soldi versati altrove. L’altro ieri ci sono state proteste e raccolte di firme, e ieri Rino Nasti, capogruppo dei Verdi al Consiglio provinciale di Napoli insieme all’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Borrelli, ha chiesto un incontro al presidente della Compagnia di Sanpaolo, Franzo Grande Stevens, per chiedere i motivi delle scelte operate nel 2005 che, si legge in una nota, ”hanno discriminato il Sud”. ”Nel prossimo consiglio provinciale -ha detto Nasti- inseriremo un punto all’ordine del giorno, nel quale la Provincia si impegna a fare pressioni affinchè si approvi una legge che permetta alle amministrazioni locali di favorire quegli istituti bancari che investono nei territori di riferimento”. Ma mentre accadeva tutto questo, che è una svolta storica, perchè mai prima d’ora politici nostrani avevano denunciato così esplicitamente il comportamento delle banche del Nord, la stessa provincia di Napoli, stesso ieri, ha siglato proprio con San Paolo Imi, la nuova convenzione per il servizio di tesoreria per il triennio 2006-2008. La convenzione vede così la conferma del Banco di Napoli per la gestione di tutti i pagamenti dell’ente, al termine di una gara europea. L’atto è stato sottoscritto dal dirigente provinciale del settore Gianluigi Marotta, dai rappresentanti del San Paolo Banco di Napoli, Francesco D’Assisi. Due le novità più significative che sono previste dalla convenzione: la Provincia non sosterrà alcun tipo di spesa per la gestione dei suoi pagamenti, mentre il tasso di interesse attivo accordato alla Provincia è stato definito in una nota “particolarmente vantaggioso” e sarà legato ai valori Euribor. Inoltre, l’istituto bancario erogherà alla Provincia un contributo annuale di 50 mila euro per la realizzazione di iniziative sociali, culturali e artistiche rivolte ai cittadini dell’area metropolitana. In più, la convenzione stipulata prevede anche una serie di facilitazioni a costo zero per tutti i soggetti che dovranno ricevere pagamenti dall’ente provinciale (dipendenti, creditori, fornitori, eccetera), i quali potranno scegliere strumenti alternativi al tradizionale pagamento mediante gli sportelli bancari, come l’apertura di conti correnti o il rilascio di carte prepagate a condizioni agevolate. Ciò, in particolare, servirà a velocizzare le procedure di pagamento e ad aumentare la sicurezza. Infine, sempre nell’ambito della convenzione siglata ieri, ha avuto il via l’attivazione di due strumenti di pagamento tecnologicamente avanzati: il mandato elettronico, che consentirà di fare operazioni in tempo reale, e il collegamento al SIOPE (Sistema Operativo sulle Operazioni degli Enti Pubblici), un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati da tutte le amministrazioni pubbliche, che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’ ISTAT e che migliora la conoscenza dell’andamento dei conti pubblici specialmente sotto il profilo della tempestività. Sarà sicuramente l’esito di una gara d’appalto ad aver obbligato la Provincia ad affidare il servizio al gruppo torinese, che comunque concede dei benefici all’ente, ma il fatto che su da Torino puniscano sulla cultura e sull’università, fa pensare che quello che fa paura in alto loco è lo sviluppo del nostro Sud.
Salvatore Pizzo