Parlare di psichiatria, non può non far risaltare la grande tradizione scientifica di alto rilievo internazionale che Aversa ha in questo particolare segmento della medicina.

In questi giorni ci sono stati due fatti che hanno fatto risaltare non poco questa peculiarità, un iniziativa del Lions Club di Giulianova in provincia di Teramo e un articolo pubblicato dal Corriere Adriatico che parla della Società Frenopatica Italiana che è nata nel 1861 ad Aversa, come saluto offerto dalla psichiatria italiana in onore l’Unità nazionale da poco conquistata. Il Lions Club di Giulianova ha ricordato Raffaele Roscioli, che nacque in quella città proprio nel 1861, fu uno famoso, stimato ed apprezzato da Cesare Lombroso, scrisse e pubblicò diversi atti scientifici apprezzati all’estero. Fu Direttore di manicomi come quello di Aversa, di Napoli e Teramo. Morì nel 1916. 

Ecco cosa ha invece scritto il Corriere Adriatico in un articolo da titolo: “Viaggio a ritroso nella concezione della “follia” :

Parlare di psicopatologia significa far riferimento prima di tutto alla evoluzione della concezione di “follia”. Occorre partire dalla storia della psichiatria, che è una disciplina che risente profondamente del contesto culturale, politico, socio-economico. In una prospettiva storica, la nascita della psichiatria come disciplina autonoma può essere fatta risalire alla fine del 1700: il fervore di idee, l’evoluzione sociale e il progresso delle scienze, connesso all’Illuminismo e agli ideali della rivoluzione francese, portarono al superamento della “Concezione Demonologica” dei disturbi psichici, per cui prima, per millenni, le malattie mentali erano state considerate espressione di influenze divine, magiche o demoniache, per approdare a una concezione nuova, che sfociò in un movimento di riforma delle strutture asilari. Si affermò un indirizzo umanitario e medico-naturalistico, che iniziò a mitigare l’orientamento reclusorio-punitivo allora imperante: alla fine del ’700 i pazzi erano ancora rinchiusi assieme ai criminali nelle “torri dei pazzi”, che si visitavano a pagamento. Iniziava un periodo di grandi studi e ricerche, nacquero teorie e classificazioni. Il modello anatomo-patologico permise di affermare che le malattie mentali avevano alla base una lesione organica. La psichiatria si unì alla neurologia. La necessità della società di difendersi dai comportamenti aggressivi, scandalosi o imprevedibili dei pazzi portò all’isolamento degli stessi nei manicomi. Ai primi dell’800, in pieno Positivismo, si consolidò l’indirizzo organicista, che ebbe comunque il merito di dare dignità scientifica alla psichiatria, di tentare nuove classificazioni e nuovi approcci terapeutici, e di favorire leggi specifiche per meglio organizzare le strutture manicomiali. La Società Frenopatica Italiana nasce, nelle sale del Manicomio di Aversa, il 2 giugno 1861, in occasione della Festa Nazionale per l’Unità d’Italia. Nel 1907 nasce a Roma, invece, la Società Italiana di Neurologia. Dopo 30 anni di lavoro comune le due discipline si separarono in modo ufficiale. Dal 1915 cominciano a circolare, anche in Italia, le opere di Freud, tradotte dal professor Marco Levi Bianchini, suo strenue sostenitore. La psicanalisi è a lungo guardata con sospetto: viene considerata una dottrina del sogno, della sessualità, della nevrosi, viene screditata e misconosciuta come scienza. In un clima culturale “organicista”, una “scienza della vita intera” come la definisce il professor Bianchini, fatica ad essere accolta. La S.P.I. (Società Psicoanalitica Italiana), nata a Teramo nel 1925, sarà successivamente soppressa per motivi politici e si ricostituirà dopo la seconda guerra mondiale. La psicanalisi sottolinea l’importanza della soggettività, della biografia dell’individuo. Spiega che l’origine della malattia mentale non risiede in un “meccanismo cerebrale rotto”, nel cervello lesionato, ma in una lunga serie di processi interni, per lo più inconsci. I contenuti psichici, sia consci che inconsci, sono potenzialmente dinamici: c’è quindi una grande possibilità evolutiva. Da queste premesse sono poi discese varie correnti di pensiero. Si sono, dal dopoguerra ad oggi, costituite altre teorie , di matrice psicodinamica e non. Sono nate le dottrine cognitivo-comportamentali, quelle sistemico-relazionali, le teorie dell’attaccamento, e varie altre. L’obiettivo è la comprensione del funzionamento psichico dell’essere umano e delle cause che possono determinare i vari quadri di sofferenza psichica. Più che formulare un mero elenco descrittivo dei sintomi, l’impegno è quello di conferire significato al sintomo. Aiutare il paziente a cogliere il senso del proprio star male, ad attivare le proprie risorse interne, a ritorcere ad essere o imparare ad essere protagonista della propria vita è l’obiettivo di ogni buona psicoterapia.

Di red