Le lotte intestine allantistato locale non danno tregua: è sempre più cruenta la contrapposizione fra clan rivali, aumentando il numero di morti ammazzati. Il nuovo agguato di camorra ad Orta di Atella si inserisce proprio in questo quadro
Con Francesco Fenicia, 48 anni, originario di Frattamaggiore, ma residente da tempo a Orta di Atella, contro cui due sicari hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco, salgono a tre i morti ammazzati per rivalità tra clan nellarco di soli quattro mesi. I killer, dopo aver colpito Fenicia, sono fuggiti a bordo di due auto, riuscendo a seminare le proprie tracce. Francesco Fenicia, affiliato al clan Moccia e con precedenti penali, sottoposto a sorveglianza speciale, è morto sul colpo in quella che ha tutti i connotati di una vera e propria esecuzione camorristica. Questultimo agguato si inserisce in un regolamento di conti che riguarda gli interessi dellantistato per laccaparramento delle zone tra Frattamaggiore e i comuni limitrofi: è in atto una vera e propria guerra tra clan per il ristabilimento di un certo equilibrio di predominio. Ma cosa sta succedendo negli equilibri interni allantistato locale? Su queste stesse colonne, abbiamo detto che la camorra sta assumendo diverse sembianze negli ultimi anni: è in aumento il numero di chi, precedentemente in subappalto, gli affiliati, sta cercando di ribellarsi al ramo originario di appartenenza per mettersi in proprio. In parole povere, i pesci piccoli vogliono diventare pesci grossi e le battaglie localistiche si stanno trasformando in guerre di egemonia. I figli dei tradizionali affiliati sono divenuti adulti e vogliono sia vendicarsi delle angherie, che i genitori hanno subito, sia avere voce in capitolo nelle spartizioni: la nuova generazione dellantistato è più disumana della precedente. Ai figli dei tradizionali pesci grossi tutto ciò non sta bene, non accettano questo salto di qualità. Sembra proprio questo lo scenario entro cui si inseriscono i recenti fatti di cronaca di matrice camorristica.
La Camorra, dunque, sembra stia allentando la morsa sul territorio per preoccuparsi del ristabilimento di certi equilibri interni. Quello che sta capitando di recente ad Aversa, in termini di microcriminalità, ne è il segno evidente: la microcriminalità, infatti, sta sfruttando questi segni di sgretolamento interno allantistato per mettere a segno colpi personali. Ma quando ritornerà ad occuparsi pienamente solo della società civile sarà più spietata di prima.
Ottima la reazione dello Stato: se per la microcriminalità è stato tempestivamente predisposto laumento del numero di agenti speciali presenti sul territorio, per i pesci grossi lintelligence nostrana continua a studiarne i movimenti e i grossi affari, prima di gettare la rete.
Nicola Palumbo