Questarticolo fa parte della campagna, avviata dal nostro giornale: Non acquistare quartini ad Aversa è un investimento a perdere!
Una Casa dello Studente nellex segheria di via S. Marta; labbattimento della cinta muraria dellospedale psichiatrico giudiziario; la riqualificazione di Piazza Cirillo; la ricostruzione del perimetro dellantico convento, con lutilizzo del sottosuolo, la creazione di una sala-convegni per Piazza Marconi; la creazione del percorso Cimarosa, per dare una specifica identità storico-culturale a tutta la zona compresa tra il Lemitone e Via Seggio, con la costituzione di una zona pedonale in Piazza Principe Amedeo davanti al teatro dedicato al Cigno di Aversa, unita a via Cimarosa dove si trova in la casa natale del grande protagonista del 700. Tutto questo ravvivato viva da una scuola di musica, caffè tematici, librerie e negozi di musica e gadget culturali. Sembra un sogno, ma questi, qualche mese fa, ma sono gli auspici formulati qualche mese fa da alcune università francesi, ungheresi ed italiane, presentati allamministrazione della città normanna, in occasione del secondo workshop internazionale di studi nellambito dello scambio di esperienze del Programma Urban Italia. I lavori degli studenti, guidati da Philippe Revault e Valentina Moimas per la Villette di Parigi, Gabor Locsmandi e Kornelia Kissfazzekas per lUniversità di Budapest, Renè Tabouret e Andrea Del Bono per il CISDU, il centro internazionale per il disegno urbano di Firenze, coordinati da Carla De Feo e supportati dalla struttura comunale SOPUA, diretta da Claudio Pirone, sono stato il frutto di un lungo lavoro. Purtroppo il livello politico e sociale che affligge la città fa rimanere queste idee solo un miraggio, eppure altrove sarebbero la normalità. Siamo pieni di gentaglia che si gongola nel realizzare quartini brutti, alla gente viene inculcato che si tratta di investimenti in realtà si tratta di un incredibile perdita. Come si pensa che potranno valere di più degli immobili che già adesso nascono in zone senza servizi, trasformate in discariche a cielo aperto e comunque brutti, un pugno nellocchio che fa male allestetica, un paesaggio pieno di orrendi palazzoni, qual è il criterio di quellinvestimento? Il fatto che decine di individui si indebitino per acquistare quelle case è un dramma sociale, famiglie che per sentirsi realizzate, secondo gli schemi imposti dalla mentalità locale, hanno bisogno di possedere un quartino: non hanno soldi quindi per comprare e fanno debiti, ma il reddito per far fronte ai debiti dalle nostre parti non esiste. La possibilità di sviluppo ci viene tolta proprio perché il territorio viene occupato con dei palazzoni brutti, tarpando le ali a tutto ciò che può significare sviluppo, mica sanno cosè il centro storico di Aversa. Una cane che si morde la coda, che brucia energie per autodistruggersi senza pensare che il turismo culturale è lunica concreta possibilità di riscatto economica della nostra città.
Salvatore Pizzo