L’operazione ‘Area franca’ ha sgominato una intera rete criminale dedita al traffico di stupefacenti tra Campania, Lazio e Molise. Un ruolo centrale era rivestito dal nigeriano Chris Egbedin Ehiabhi, l’unico extracomunitario finora coinvolto nell’inchiesta: l’extracomunitario riforniva i pusher delle province di Caserta, Isernia e Frosinone, soddisfacendo le loro richieste di hascisc, marijuana, cocaina ed eroina.

Il trentaseienne aveva stabilito la base logistica di tutta l’organizzazione tra Caivano e Cardito. Il nigeriano per evitare intercettazioni aveva ideato un linguaggio in codice, condiviso con i pusher, che consentiva di evitare l’uso della parola droga: nelle telefonate intercettate i diversi tipi di stupefacenti sono chiamati “pigiama”, “molle nere”, “scarpe bianche”, “prosciutto”, “ruote di scorta”, “scarpe”, “fette di pane”, “frecce” e “polline”. Sono ancora in corso accertamenti per stabilire la provenienza della droga sequestrata: una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è che provenga dall’estero. Nel mirino degli inquirenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sono finite anche altre 14 persone che sono indagate, dodici della provincia di Isernia e due della provincia di Frosinone. Sempre ieri nel corso di un’operazione anticriminalità svoltasi nella nostra zona, i carabinieri hanno arrestato in circostanze varie persone. Con l’accusa di ricettazione e’ stato arrestato dai carabinieri a Melito, Comune a nord di Napoli, Michele Messena, di 26 anni. L’indagato e’ stato trovato dagli investigatori a bordo di una vettura risultata rapinata ieri a Giugliano, dopo l’arresto stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Con l’accusa di spaccio di droga e’ stato arrestato a sant’Antimo Vincenzo Giaccio di 24 anni. L’indagato aveva indosso una ventina di dosi di marijuana. I carabinieri hanno sequestrato anche la somma di oltre 200 euro ritenuta provento dello spaccio. Nicola Palumbo