Non si può realizzare un piano di risanamento della qualità dellaria, se non si parte da unanalisi seria e particolareggiata della situazione attuale. Il consigliere regionale, Nicola Caputo, nel corso della riunione della Commissione Programmazione, agricoltura e turismo, svoltasi ieri, ha espresso chiaramente le proprie perplessità sul piano proposto dallassessorato allambiente.
Il vero problema della Regione Campania è legato allassenza di un monitoraggio in grado di fornire informazioni attendibili e che si riferiscano a lunghe serie storiche. I composti che vengono immessi nellatmosfera – quelli legati al traffico veicolare, quelli che scaturiscono dalle attività industriali – sono ancora difficili da definire in termini quantitativi, denuncia Caputo, che sottolinea la presenza sullintero territorio regionale di sole dieci centraline operanti dal 1999. Un dato sicuramente poco confortante e che ci induce inevitabilmente a pensare che il piano regionale non si fondi su una conoscenza appropriata dello stato attuale dellatmosfera. E ovvio temere che si corra il rischio di non raggiungere le finalità di prevenzione e di riduzione degli effetti dannosi dovuti agli inquinanti aerodispersi, aggiunge il consigliere regionale, che ha invitato a un rinvio dei lavori. Richiesta accolta, tanto che la discussione sulla delicata tematica ambientale è slittata alla prossima settimana, in una seduta alla quale prenderanno parte lassessore allambiente, Luigi Nocera, e i delegati dellArpac. In questo modo contiamo di avere risposte più esaurienti sullo stato di qualità dellaria e di cominciare a creare le condizioni per una mappatura delle zone ad alto tasso di inquinamento atmosferico, individuando le fonti che ci fanno registrare un aumento allarmante dei tumori, conclude Caputo.