Lo stato è arrivato alla bancarotta, non è un critica politica o una visione catastrofistica delle cose, ma è cronaca di questi giorni. In alcune parti della regione Marche molti insegnanti si sono visti recapitare buste paga con limporto zero euro, uno stato che non paga gli stipendi ai dipendenti che hanno lavorato sa tanto di scenario sudamericano, ma sulla vicenda i grossi media tacciono. Destra e sinistra che spesso si scontrano anche per cose meno gravi, questa volta rimangono zitte, nemmeno i sindacalisti non proclamano lo sciopero generale si sono limitati a diffondere una nota.
Ci vorrebbe più incisività, è la seconda volta in pochi mesi che accade una cosa simile nel comparto scuola, nei mesi scorsi lUfficio Scolastico dellEmilia Romagna ha fatto sapere alle scuole che non ci sono fondi per coprire il personale assente fino alla fine dellanno. Bastano un paio di influenze in una scuola per mandare tutto in tilt, era in corso la campagna elettorale ma anche in quel caso i sindacalisti, almeno mediaticamente, sono stati soft, i politici ovviamente erano tutti impegnati a far dellaltro. Pensate se si fosse trattato di metalmeccanici o ad esempio autoferrotranviari cosa sarebbe successo, gli insegnanti subiscono in silenzio. Ecco cosa dicono in una nota Le segreterie marchigiane dei sindacati di categoria della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal: ”L’Ufficio scolastico regionale in occasione di un incontro informativo, a marzo, aveva segnalato alle organizzazioni sindacali un taglio del 26% per le supplenze brevi assicurando la copertura per il 2005 e la necessita’ di una verifica per il 2006, senza tuttavia ipotizzare il rischio della mancata retribuzione”. Secondo i sindacati, ”si tratta di un fatto gravissimo, di una situazione inaccettabile che lede un diritto fondamentale dei lavoratori: la retribuzione”. ”Tutto cio’, inoltre -affermano-, s’inserisce in un contesto difficile della vita della scuola rispetto ai tagli di risorse umane ed economiche, che si sono susseguiti con le Finanziarie, contrariamente a quanto affermato dall’ex ministro dell’Istruzione, Maria Letizia Moratti, come sempre a discapito della qualità del servizio scolastico”. Aggiungiamo noi, e quindi?
Salvatore Pizzo