Mai un Presidente della Repubblica era stato così “aversano” come lo è il nuovo Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che nel corso della sua militanza politica in quello che fu il Pci ha avuto modo di frequentare spesso ed intensamente Aversa. Ne abbiamo parlato con un suo “cumpariello”, l’ex deputato Angelo Maria Jacazzi colonna storica del comunismo aversano al quale Napolitano ha fatto da testimone di nozze nel lontano 1956.

Nell’immediato dopoguerra Napolitano fu segretario della Federazione Comunista di Caserta per 7-8 anni, ma già all’epoca, forse involontariamente, fu un antesignano della maggiore centralità di Aversa rispetto a quella cittadina che riveste il titolo di capoluogo di Provincia. Dice Jacazzi: “All’epoca il partito mandava i giovani promettenti a dirigere il partito nelle varie sedi in giro per l’Italia per farsi le ossa, e Napolitano era uno di questi. Ad Aversa veniva piuttosto spesso, lui abitava a Napoli a Monte di Dio vicino all’Istituto di Studi Filosofici, e dovendo andare a Caserta spesso preferiva fermarsi nella nostra città” – precisa Jacazzi – “Bisogna considerare che i collegamenti non erano quelli di oggi”. Racconta l’ex parlamentare: “Ci aiutava a dirigere la sezione come un vero lavoratore di base, con lui siamo andati a fare il tesseramento al Lemitone, a Savignano al Borgo”, ed a proposito del Borgo Jacazzi ci racconta un episodio curioso: “Eravamo lì il giorno di Natale a fare il tesseramento, si era fatta ora di pranzo, verso le 12.30, e lui ci disse devo andare a casa mia il pranzo di Natale è sacro”. La sezione del Pci nel periodo in cui Napolitano frequentava Aversa era stata in un primo periodo in Via Roma, poi era passata nella stradina dove aveva sede la stazione dell’Alifana vicino Porta Napoli, poi si passò nella Cappella di Palazzo Candia che, come rivela l’ex deputato comunista, aveva vari affreschi sacri che furono coperti, successivamente traslocò di fianco all’attuale sede di Piazza Municipio, dove prima c’era stato il Partito Monarchico.Nel 1984 il Pci, grazie ad una sottoscrizione pubblica, acquistò l’attuale sede dei Ds costata 100 milioni di vecchie lire che fu inaugurata proprio da Giorgio Napolitano. Con la frammentazione dei partiti seguita alla caduta del Muro di Berlino, le strade di Jacazzi e Napolitano si sono divise: il neo presidente “migliorista” nei Ds, Jacazzi nei Comunisti Italiani di cui fa parte della Commissione di garanzia, ma i rapporti sono rimasti buoni in particolare con la signora Clio, la moglie del Presidente. Jacazzi ci ha detto che l’ultima volta ha parlato con Napolitano è stato qualche mese fa, e che anche per gli amici è difficile raggiungere un Presidente della Repubblica per fargli gli auguri, ma ci ha raccontato anche che molti sapendo che loro sono “cumparielli” hanno fatto gli auguri anche a lui.

Salvatore Pizzo