Ci lamentiamo che il lavoro non c’è, poi abbiamo una miniera d’oro a cielo aperto che si chiama turismo culturale che non solo non sappiamo sfruttare, ma che continuiamo a distruggere ed a maltrattare. Nella vicina località di Caserta, quest’anno vi è stato un aumento di turisti che ha superato nettamente +20% (fonte società Arethusa), con oltre 6mila presenze in più. Ad Aversa, la città delle cento chiese e da un immenso patrimonio culturale ed architettonico, non si vede un turista nemmeno di passaggio, nulla di nulla, poi ci lamentiamo che siamo senza soldi.

Operatori commerciali che non attirano gli stranieri, costruttori che pensano ad appartamenti per famiglie e non a costruire lucrose strutture ricettive per turisti (in cui lavorerebbe della gente che adesso è disoccupata) e politicanti “scaurachiuovi”, che non capiscono di che cosa si parli quando si affrontano questi temi. Tutto questo è un mix micidiale che ci sta uccidendo. Per capire come Aversa sta alla redditività turistica, settore che il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha definito il core business dell’Italia, basta guardare la manutenzione della storica fontana di Piazza Vittorio Emanuele, e questo è solo un piccolissimo esempio delle barbara normalità che ci siamo follemente inflitti facendoci rappresentare per decenni da classi dirigenti di “scaurachiuovi”.

Salvatore Pizzo