La fusione tra la banca torinese San Paolo –Imi e Banca Intesa di Milano preoccupa non poco l’Associazione Culturale Neo Borbonica, voce isolata contro la colonizzazione bancaria che il Sud subisce dall’opulento Nord, le cui banche da noi rastrellano soldi senza lasciare nulla sul territorio, praticando condizioni sfavorevoli rispetto alle loro aree di provenienza, e lì aiutano facendo crescere la loro economia e non la nostra.

Qualche anno fa, nel silenzio interessato e complice dei politicanti nostrani, il glorioso Banco di Napoli è stato fagocitato dal San Paolo di Torino, adesso con la fusione tra la banca piemontese e quella lombarda l’istituto di credito sta per essere inghiottito anche da Banca Intesa. Scrivono i neoborbonici in una nota: “Ciò rappresenta un ulteriore danno per la più antica banca italiana che perderà ancor più potere decisionale, gestione di risorse locali ed occupazione (per la drastica riduzione delle agenzie già annunciata). Le istituzioni tacciono di fronte ai grandi problemi meridionali come ormai sono abituate a fare da 146 anni. Spetta alla popolazione raccogliere l’ invito dei Neoborbonici a boicottare l’ex Banco di Napoli, spostando investimento di capitali e ricerca di servizi dovunque ma non nelle mani di Torino e di Milano che sono i nostri aguzzini in economia grazie all’omertà di quei napoletani che sanno ma badano solo ai propri meschini interessi. Dev’essere stata una presa di posizione che ha allarmato non poco i banchieri torinesi e milanesi,con una singolare tempistica, ecco cosa ha detto ieri Alfonso Iozzo, amministratore delegato di San Paolo Imi, intervenendo alla Festa Nazionale dell’Udeur a Telese Terme: ”Il Banco di Napoli passerà dagli attuali 700 a quasi mille sportelli”. L’ad ha poi ricordato che quando l’istituto di credito torinese ha investito 3 mld per il Banco di Napoli ”ha fatto una scommessa sul Sud. E quella scommessa e’ stata vinta”. Questa, sottolinea, è ”la vera banca del Mezzogiorno. Una banca competitiva che e’ tornata a fare utili. Negli ultimi 18 mesi abbiamo conquistato 62 mila nuovi clienti. E’ diventato un istituto di credito moderno”.

Salvatore Pizzo