“Tecnologia RFID – Opportunità di sviluppo e innovazione per le imprese”, un tema sicuramente importante del quale si discuterà in un convegno organizzato dall’azienda aversana Kiranet, purtroppo seguendo la moda in voga nella nostra città, anche quest’appuntamento benché sia stato concepito ad Aversa si svolgerà in località Caserta, una location tanto gettonata quanto incomprensibile.
L’appuntamento è previsto per la mattina del 16 dicembre, Kiranet ha fatto sapere che l’iniziativa avverrà in collaborazione con l’Assessorato all’Università e Ricerca Scientifica Innovazione Tecnologica e Nuova Economia della Regione Campania, CIRA, CONFAPI Campania. Si legge in una nota: “La tecnologia RFID (Radio Frequency Identification), nelle sue molteplici applicazioni, risulta essere attualmente un fertile campo di azione per “laboratori di innovazione” come Kiranet, che si occupano di tradurre le ultime frontiere della ricerca in soluzioni innovative a servizio dell’impresa”. Aprirà i lavori il direttore del giornale “Il Denaro”, Alfonso Ruffo. Al tavolo dei relatori siederanno con lui Maurizio Genito, presidente di Confapi Campania, che argomenterà le potenzialità derivate dai fondi strutturali europei; Nicola Mazzocca, Assessore all’Università e Ricerca scientifica della Regione Campania, che illustrerà il piano regionale dei finanziamenti e il ruolo chiave dei Centri di ricerca nello sviluppo territoriale; Mauro Sellitto come rappresentante del CIRA, che presenterà il centro e in particolar modo il progetto Cibapark come esperimento di sviluppo territoriale attraverso l’assegnazione di fondi ministeriali a nuove idee imprenditoriali. Ad ultimo Raffaele Chianese, presidente di Kiranet che presenterà la sua azienda, nata come spin-off accademico, soffermandosi sul progetto Marisa, applicazione della tecnologia Rfid, e dei relativi vantaggi. La seconda parte dei lavori consisterà in una tavola rotonda in cui ricercatori e imprenditori si confronteranno sull’applicazione della tecnologia alle filiere aziendali. Partecipano Salvatore Antonio De Biasio, Presidente di API di Terra di Lavoro; Stefano Cimmino, imprenditore, Raffaele Chianese, Maurizio Genito e Alberto Fortunato, Process Manager di Kiranet. La conclusione dei lavori è affidata ad Antonino Mazzeo, Presidente del CeRICT scrl – centro regionale sull’ ICT. La tecnologia RFID (Identificazione a radio frequenza) apre nuovi scenari nell’innovazione aziendale. La possibilità di riconoscimento automatico degli oggetti genera, infatti, un numero illimitato di soluzioni applicabili a enti e aziende. La tecnica si basa sulla etichettatura di oggetti con “tag” contenenti un microchip di piccolissime dimensioni, rendendoli riconoscibili da appositi lettori, che ne leggono i dati sensibili permettendone l’identificazione e una più facile reperibilità ed organizzazione. Il mercato RFID ha subìto una forte crescita a partire dal 2006. Secondo Venture Development Corporation, per la fine di questo anno il fatturato complessivo del settore varrà 7,6 miliardi di dollari, per raggiungere 26,9 miliardi di dollari nel 2015. Nel 2012 ci saranno nel mondo 1000 miliardi di sensori. Le applicazioni spaziano dal campo alimentare, logistico, medicale, ambientale, a quello del controllo industriale, dei sistemi di sorveglianza, del monitoraggio del traffico, fino all’automazione domestica e all’edilizia. Tra gli esempi più significativi, la multinazionale americana WalMart che dal primo gennaio 2005 ha obbligato i 100 maggiori fornitori ad usare tag RFID per la logistica nel campo della grande distribuzione. In Italia l’ospedale San Raffaele di Milano ha recentemente messo a punto un sistema di identificazione delle sacche di sangue per trasfusioni basato su tecnologia RFID passiva al fine di garantire la sicurezza del paziente e la rintracciabilità del donatore. Un forte impulso alla diffusione della tecnologia RFID arriva dalle Istituzioni europee, con la direttiva comunitaria 178/2002, entrata in vigore in Italia nel 2005, che impone la tracciabilità di filiera per tutte le imprese del settore alimentare. Questo mette dunque un nuovo accento sulla necessità di approfondire la ricerca su un campo che può cambiare radicalmente le abitudini quotidiane, come è avvenuto con Internet, con i cellulari e con gli SMS. Capire come e quando ciò avverrà è una sfida per l’industria. La sua adozione in massa è già possibile con la tecnologia attuale e le applicazioni di aziende che operano nel campo, fra le quali Kiranet.

Di red