13 arresti, in manette l’imprenditore Alfredo Romeo, indagato Bocchino.
L’inchiesta nata da una telefonata intercettata nell’indagine che riguarda il Comune di Orta di Atella

Un terremoto giudiziario che coinvolge anche nomi noti del nostro territorio, il parlamentare frignanese del Pdl Italo Bocchino e l’imprenditore di origini avesane Alfredo Romeo, quest’ultimo è stato arrestato ieri a Roma. Secondo il Procuratore aggiunto Franco Roberti e i sostituiti Raffaello Falcone, Pierpaolo Filippelli e Vincenzo D’Onofrio, sarebbe stato messo in piedi ‘gruppo’ di affari, al fine di compiere un "saccheggio sistematico" in "totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione". Ciò in riferimento all’appalto Global Service, mai avviato, dal Comune di Napoli che doveva conferire la manutenzione delle strade a Romeo per 400 milioni di euro. Una situazione che secondo i Pm coinvolge personaggi di diversa estrazione politica. I magistrati inquirenti parlano di "corruzione ambientale", "diffusa" e "perdurante" in cui la "messa in vendita della funzione pubblica al miglior offerente è divenuta prassi consolidata". Sono finiti agli arresti domiciliari gli assessori del Comune di Napoli, Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio e gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale, tutti del Pd, dello stesso partito è coinvolto anche il parlamentare Renzo Lusetti. Per quasi tutti gli indagati l’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, a Bocchino viene contestata la turbativa d’asta. I Pm hanno chiesto l’autorizzazione per poter usare varie intercettazioni telefoniche dei due parlamentari, i quali si sono detti entrambi favorevoli. Secondo i Pm, Lusetti avrebbe fatto pressione "presso esponenti del Consiglio di Stato" per sostenere Romeo "nell’atto di appello interposto contro una decisione del Tar favorevole a un’impresa concorrente". Complessivamente sono tredici le ordinanze di custodia cautelare, Romeo che è stato arrestato a Roma è l’unico in carcere, gli altri, finiti ai domiciliari, sono: Paola Grittani, stretta collaboratrice di Romeo; Guido Russo, professore universitario, ex funzionario dell’Arpa e collaboratore di Romeo; l’ex provveditore alle Opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone, il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco, in servizio alla Dia di Napoli, ma sospeso già da alcuni mesi perché ritenuto uno degli informatori degli indagati. Destinatari di ordinanze restrittive anche Vincenzo Salzano, Luigi Piscitelli, Salvatore Russo e Niccolò Muratto. Inoltre ad Alfredo Romeo sono state sequestrate tutte le società ed i conti correnti a lui riconducibili. Tra i beni bloccati c’è anche l’albergo recentemente inaugurato a Napoli. Secondo gli inquirenti il coinvolgimento di Italo Bocchino, che di Romeo è stato socio in una società editoriale, sarebbe comporovato da sette telefonate, curiosamente due di queste appunto riguardano un consiglio dato a Romeo per un cuoco, circostanza subito usata da Bocchino per difendersi: “Il mio aiuto consiste nel fatto che Romeo, dovendo aprire un albergo a 5 stelle a Napoli e sapendo della mia passione da gourmet, mi ha chiesto di consigliarlo per la scelta di uno chef”, ha detto il parlamentare. Il 12 di gennaio dovrà comparire di fronte il gip di Napoli. “Sono sereno e ho fiducia nella magistratura, uno nella mia posizione e con il mio ruolo certo deve mettere in preventivo anche questi inconvenienti, un po’ come un maratoneta deve considerare l’ipotesi di uno stiramento, ma di certo non mi aspettavo la richiesta di carcere per aver consigliato un cuoco”, in realtà nel mirino ci sarebbero le indicazioni date ai riferimenti politici locali su come regolarsi in merito alla questione Romeo, il cuoco non è il punto della questione. La cosa curiosa è che tutta questa inchiesta è partita casualmente da un’altra indagine aperta a Santa Maria Capua Vetere, i magistrati intercettavano Romeo su presunti illeciti rapporti tra l’amministrazione di Orta di Atella e alcuni imprenditori, interessati al rilascio di concessioni in materia urbanistica, in quel caso ci fu un altro terremoto politico.
Salvatore Pizzo

Una giustificazione a ciò che sta avvenendo…
 
«Secondo me dietro tutte queste inchieste giudiziarie che riguardano il Pd c’è Antonio Di Pietro, che peraltro è l’unico che ci guadagna. Forse la magistratura ha scelto il suo partito come il nuovo referente». Lo ha detto la parlamentare Pd Maria Paola Merloni, della nota famiglia di industriali marchigiani.