“Ciao a tutti, sono Karim, ho deciso di scrivervi per parlarvi della mia giornata. Tutti i miei giorni iniziano in un ospedale dove faccio dei noiosissimi esercizi per stare meglio. Non immaginate neanche quanto mi manchi la scuola, i miei amichetti e mi manca persino sentir suonare la campanella. Come vorrei tornare, ma per il momento ho bisogno ancora di cure. A volte uno pensa che ci si stanca ad andare sempre a scuola, ascoltare le maestre, studiare, ma se poi se non ci vai, ti scocci da morire, tanto da sperare di tornare presto e ricominciare a giocare per lunghi pomeriggi con i tuoi amici. Ora però vorrei chiedervi di farmi una promessa e spero che la manterrete. Alla fine dell’anno e durante queste feste che arrivano, non sparate con le armi da fuoco, perché uno sparo che per qualcuno può essere divertente, ad altri può costare molto. Non solo il costo dell’esistenza, ma anche quello della felicità di un bambino che non può vivere in serenità i suoi 10 anni con la propria famiglia e con gli amici. Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti”.

 

Il 31 dicembre per tutti noi sarà un giorno felice, non sarà lo stesso per il piccolo Karim e la sua famiglia. La prossima notte di capodanno sarà un anno da quando un disgraziato rimasto ancora ignoto, a Trentola Ducenta, festeggiando il capodanno con una pistola centrò alla testa il bambino di soli 11 anni, che era nel cortile della casa dove abitava in Via Forno. Il piccolo era dato per morto, poi dopo oltre un mese di coma balbettò qualche parola, la mamma di fede islamica, ci tenne a dire che quel giorno era Pasqua. Rinacque la speranza ed il piccolo con mamma Rachida, che da allora è al suo capezzale, fu trasferito prima al Centro “Cardinal Ferrari” di Fontanellato (Parma) e poi all’Ospedale Pediatrico “La Nostra Famiglia” di Lecco, poi da lì dovrebbe ritornare nel parmense. Recentemente è andato all’Ospedale Meyer di Firenze per un’angiografia celebrale. I medici dovranno valutare se è possibile estrarre il proiettile che da quel giorno è nella testa di Karim e che lo ha quasi totalmente paralizzato. A Parma è nata una gara di solidarietà, il quotidiano locale Gazzetta di Parma ha promosso una raccolta di fondi, lo stesso hanno fatto i commercianti di Fontanellato. Rachida aveva lanciato un appello, chiese una casa affinchè si potesse fare in modo che la famiglia tornasse unita, il papà lavora nella nostra zona e non può permettersi di pernottare lontano da casa, la sorella 13enne va a scuola a Trentola Ducenta, e solo adesso il fratello 18enne è andato anche lui al Nord dove si è iscritto alla scuola superiore. In queste ultime settimane per aiutare Karim Hammed e la sua famiglia si sta prodigando molto l’”Ambasciata dei bambini” di Parma, l’associazione ha trovato un imprenditore che ha offerto una casa alla famiglia del piccolo a Mezzani nel parmense, inoltre attraverso la Croce Rossa di Sorbolo (Parma) ha provveduto a trasportarlo a Firenze per l’angiografia, e sempre i volontari di Sorbolo si stanno dando da fare per trovare un tutore che dovrebbe permettere a Karim di tornare a camminare. La lettera che Karim ha mandato ai trentolesi è stata riprodotta su un manifesto affisso in città. E’ da notare che nonostante la famiglia di Karim sia di fede islamica, rispetti molto le tradizioni cattoliche: il riferimento alla Pasqua fatto dalla mamma e gli auguri di Buon Natale che il piccolo dall’ospedale di Lecco ha inviato a tutti suoi (ex) compaesani. Salvatore Pizzo