Dopo le parole del Prefetto di Parma, Paolo Scarpis, che hanno seguito le affermazioni di Roberto Saviano, il quale riprendendo le notizie pubblicate da numerosi giornali, aveva parlato della presenza della Camorra in quella città sono divampate furibonde polemiche, il rappresentante del governo è stato smentito anche da Silverio Piro, della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Scarpis in un’intervista ad Ilaria Ferrari, de “L’Informazione di Parma” aveva detto che sono:
“Sparate”di una persona che sta a 800 chilometri di distanza, che ha visto Parma di passaggio. Durante una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica avevo chiesto al procuratore della Repubblica un resoconto di eventuali posizioni aperte nel parmense sentendo anche la Dda di Bologna e la Dia di Firenze:la risposta è stata “non ci sono indagini di questo tipo”.Il tentativo di allarmismo è quindi del tutto fuori luogo e se qualcuno è così convinto di saperne più dei professionisti del settore, che si faccia avanti facendo nomi e cognomi». Come ha ricordato il nostro giornale i legami Parma – Casal di Principe sono noti e suffragati da inchieste e condanne, il magistrato bolognese lo ha rimarcato mettendo in evidente difficoltà il Prefetto. Contemporaneamente anche Raffaele Cantone, ex Pm della Dda di Napoli, autore delle inchieste anticamorra che hanno portato alla luce i traffici camorristici che hanno coinvolto anche la Parma bene, ha ricordato che il problema esiste in un’intervista al Corriere di Caserta. Lo aveva già fatto nei giorni scorsi in una conferenza a Parma L’argomento ha infiammato la città ducale, i parlamentari locali del Pd ne hanno approfittato per un po’ di battage politico, mesi dopo la fine delle inchieste hanno presentato un’interrogazione parlamentare per sollecitare maggiore attenzione del governo sui fenomeni camorristici che interessano la loro città.
Salvatore Pizzo