La Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato inutilizzabili le intercettazioni telefoniche che sono state usate come prove nei confronti di Vincenzo della Corte, accusato di estorsione aggravata ai danni di un imprenditore a Sorbara (Modena), fatto che ha portato alla condanna in primo grado per Caterino a 7 anni e 6 mesi.
Adesso l’uomo, difeso dall’avvocato, Paolo Caterino attende il giudizio d’appello che è stato aggiornato al prossimo 5 maggio, oltre a lui in primo grado sono stati condannati Antonio Pagano (8 anni) e Nicola Nappa (6 anni). Si tratta di un’inchiesta contro la presenza del Clan dei Casalesi nel modenese.

Di red