Un appello affinchè Fortapàsc, il film sulla storia di Giancarlo Siani, non venga sequestrato, lo hanno firmato: don Luigi Ciotti, Lirio Abbate, Roberto Morrione, Lorenzo Clemente, don Tonino Palmese, Geppino Fiorenza e Paolo Siani, fratello del cronista del Mattino assassinato dalla Camorra. Il sito del quotidiano napoletano da notizia che i firmatari scrivono: «Con sorpresa abbiamo appreso che è stato chiesto il sequestro del film Fortapàsc.
Una richiesta che immaginiamo sofferta perchè avanzata da quello che fu, nella realtà, il capo redattore di Giancarlo, suo amico, suo maestro. Giancarlo non aveva altre persone da cui imparare a fare il giornalista se non i suoi colleghi. Il sequestro del film – spiegano – sarebbe una beffa per Giancarlo e per tutti quelli che gli hanno voluto bene. I commenti che giovani ragazzi, non ancor nati nel 1985, o di adulti che lo hanno conosciuto stanno inviando al sito www.giancarlosiani.it dopo la visione del film sono numerosi e servono a far riflettere. Il sequestro sarebbe come zittirlo per la seconda volta. Pur comprendendo il disappunto di chi ritiene di essere stato mal rappresentato nel film noi vorremmo che Fortapàsc continuasse ad essere proiettato nelle sale cinematografiche, e vorremmo che il film avesse lunga vita. Lo chiediamo – proseguono – per Giancarlo e per tutti i giornalisti, precari e non, che oggi vivono sotto scorta perchè minacciati da mafia o da camorra. E anche per tutti i familiari delle vittime innocenti della criminalità che vi appaiono come comparse. Fermare Fortapàsc sarebbe una vittoria per i poteri criminali e una piccola, misera consolazione, imparagonabile al danno di una cortina di silenzio, per chi ne ha chiesto il sequestro». Il sequestro è stato chiesto dal giornalista Mino Jouakim, all’epoca caporedattore del Mattino e diretto superiore di Siani, si è ritenuto offeso di come viene dipinto da colui che nel film è il personaggio Sasà.