Il governo ha compiuto un altro blitz estivo contro la scuola e contro gli insegnanti e le loro famiglie, con il silenzio complice di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, ha disposto un ulteriore tagli all’organico degli insegnanti di altri 5000 posti. Anche i big sindacali hanno zittito, solo le seconde file hanno avuto qualche reazione, segno che ai massimi livelli vi è una chiara convergenza nel colpire il settore.
Hanno dato seguito a questa nuova scure con una semplice circolare, come se fosse una piccola cosa di routine, (n.63 del 6 luglio), l’ha firmata il direttore generale del Ministero della Pubblica Istruzione Luciano Chiappetta, per la precisione il numero esatto è di 5003 contratti non rinnovati. Questo funzionario a pagina 2 della circolare che ha firmato ha scritto: “(…)E ciò al fine di rispondere meglio alle esigenze del territorio e realizzare una migliore stabilità del personale interessato, anche a tutela della continuità didattica”. Roba da non credere: secondo le direttive politiche che hanno ispirato il provvedimento Chiappetta, meno insegnanti garantirebbero meglio la continuità didattica, come se quelli che andavano in classe e che adesso hanno cacciato via con un semplice tratto di penna fossero stati clonati. Aumenteranno pluriclassi e si affolleranno maggiormente le classi esistenti. Già in sede di formazione dell’organico di diritto i politicanti hanno ridotto ben 36 850 posti, che aggiunti ai 5003 fanno 41mila 853, sono migliaia di famiglie messe sul lastrico che non hanno ammortizzatori sociali. Questi docenti garantivano un funzionamento quantomeno decente delle scuole, che adesso sono messe con l’acqua alla gola. Mentre avveniva questo ennesimo colpo che mira al cuore della scuola, il Pd si preoccupava della realizzazione di una nuova lussuosa sede della Scuola Europea di Parma, alla quale i due governi, Prodi e Berlusconi, hanno già dato 12,6 milioni di euro. Una cifra esorbitante per una sola scuola. Gli esponenti del Pd, come se tutto il resto procedesse a gonfie vele, hanno emesso un comunicato chiedendo chiarezza nelle procedure, intanto quasi 42mila famiglie stanno andando per strada e tutti tacciono. Salvatore Pizzo