Torna a splendere l’affresco della Madonna della Lettera di Sant’Arpino, dopo anni e anni di incuria e degrado, l’edicola posta su una facciata laterale del Palazzo Ducale, è stata finalmente restaurata dall’Amministrazione Comunale dopo le opportune sollecitazioni della Pro Loco di Sant’Arpino. Il lavoro è stato eseguito dall’artista Francesco Capasso. L’edicola raffigura la Madonna della Lettera, ovvero la protettrice di Messina, città d’origine del Tenente garibaldino Giuseppe Macrì che acquistò nel 1903 il Palazzo Ducale per poi donarlo con disposizione testamentaria alla comunità santarpinese. Così come hanno dimostrato i saggi realizzati sull’affresco, l’edicola fu realizzata agli inizi del ‘900 ed è facile pensare proprio per volontà dello stesso Ten. Macrì che, verosimilmente, non volle far mancare la protezione della Vergine della sua città natia anche a Sant’Arpino. Qui in concomitanza con la città dello stretto, come ricordano ancora tanti anziani, ogni tre giugno si svolgeva una festa in onore della Madonna della Lettera. Con il degradarsi dell’affresco anche la festa è andata persa e con essa è venuto meno un pezzo di storia locale fortemente legato al principale benefattore del comune atellano. “Il recupero del dipinto – scrivono il sindaco Eugenio Di Santo e gli assessori che hanno curato l’iniziativa, Elpidio Iorio e Giuseppe Lettera – è da includere in una più ampia prospettiva di ricostruzione del quadro identitario della nostra amata Sant’Arpino. Con il nostro quotidiano e paziente lavoro, marciamo decisi nella direzione della conservazione e della valorizzazione dei patrimoni sociali, culturali, artistici e religiosi della città. Certo questa è “solo” una delle tante tessere di un complesso mosaico che giorno dopo giorno si tenta di ricomporre; ma ci conforta anche la consapevolezza che questa è “un’altra” delle tessere che in poco più di un anno di attività dal nostro insediamento siamo riusciti a restituire alla città facendone nuovamente risplendere i suoi molteplici valori; onorando altresì la generosità di quanti la vollero edificare per concretizzare l’ideale tensione verso mete superiori alla fragilità umana”. “Nel solco di un pluriennale e collaudato impegno fra volontariato ed istituzioni comunali aggiunge il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella – con questo stupendo lavoro di restauro, ancora una volta il nostro paese è riuscito a dimostrare la sua grande passione civile ed il suo profondo sentimento di amore verso le radici storiche e culturali che innervano il tessuto sociale e civile della nostra collettività. Per questo motivo siamo fortemente grati al Sindaco Di Santo e all’amministrazione comunale che attraverso una sinergia d’intenti fra l’assessore ai lavori pubblici Iorio e l’assessore alla cultura Lettera ha profuso un sostanzioso impegno economico per il ritorno all’antica bellezza di uno stupendo dipinto sacro”. Venerdì nella Chiesa di Sant’Elpidio è stata celebrata una solenne Messa presieduta dal parroco don Umberto D’Alia e da Mons. Angelo Oteri parroco della Basilica Cattedrale Protometropolitana S. Maria Assunta in Messina. Alla fine, un corteo si è snodato in via Piave dove si terrà la cerimonia di scoprimento dell’edicola votiva restaurata. Sabato nel Cimitero Comunale è stata depositata una corona di alloro sulla tomba del Ten. Giuseppe Macrì ed in Piazza D’Acquisto si è tenuto lo Spettacolo della Compagnia “Teatro da cortile – G. Plazza” dal titolo “Nessuno è lieto senza la carità”, regia di Dino Arbolino. Alla fine c’è stata la cerimonia di premiazione degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Ten. V. Rocco” ai partecipanti al concorso “Il Ten. Giuseppe Macrì: la vita e le opere”.