La colonna emiliana del Clan dei Casalesi ha subito un duro colpo, nella notte tra ieri e oggi (mercoledì) sono scattare 44 ordinanze di custodia cautelare in carcere, le ha emesse dal Gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. L’epicentro di quest’operazione è Modena, nella cui provincia sono scattate le manette ai polsi di una trentina di persone, il reato maggiormente contestato agli indagati, venti dei quali già detenuti per altro, sono l’associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata principalmente alle estorsioni contro imprenditori edili originari della zona aversana che operano anche in Emilia.
Gente che ha la croce di essere raggiunta dai tentacoli della piovra in ogni dove. Il Clan dei Casalesi nel modenese e non solo è molto attivo nel controllo del gioco d`azzardo. Per adesso due dei destinatari degli ordini di carcerazione sono introvabili, Antonio Aquilone di 25 anni e Costantino Garofalo di 24 anni, entrambi di Casapesenna. Fra gli arrestati non mancano le donne, segno che anche nell’organizzazione criminale più sanguinaria d’Europa vige una par condicio segno dei tempi che cambiano. La gran parte degli arresti sono originari di Casal di Principe, San Cipriano d’ Aversa e Casapesenna. Le donne arrestate sono tre due delle quali sarebbero elementi particolari nelle dinamiche dell’organizzazione, Maria Capone e Angela Diana, sono rispettivamente moglie e figlia del boss Raffaele Diana, detto "Rafilotto", che negli ’90 esportò le attività del Clan dei Casalesi in grande stile nel modenese, prima di lui la zona modenese era curata da Giuseppe Caterino, dopo sei anni di latitanza è stato catturato il 4 maggio scorso a Casal di Principe. L’altra donna è Barbara Crisci, moglie e madre di altri due arrestati, Peppino e Francesco Caterino. Tra gli arrestati, va segnalata la cattura, a San Cipriano d’Aversa, di Corrado Carcarino, proprietario dell’appartamento nel quale fu trovato un bunker che secondo gli inquirenti sarebbe stato usato dal latitante Antonio Iovine, alias "’O Ninno", che insieme all’altro latitante Michele Zagaria è uno dei capi del clan. Un’operazione quella della notte scorsa, che segue un mega sequestro di beni per 50 milioni di euro avvenuto qualche giorno fa.
Salvatore Pizzo