Una tranche del processo relativo agli affari del Clan dei Casalesi in Emilia, in particolare a Parma, si è concluso con un colpo di scena, sono stati assolti il capo del Clan dei Casalesi Michele Zagaria (nella foto) ed il nipote Filippo Capaldo, già noto per questioni parmigiane visto che è stato condannato a 13 anni, poi ridotti a 8 in appello, per l’affaire Camorra e Parmalat. Il boss ed il nipote, a differenza dei coimputati hanno chiesto di procedere con il giudizio abbreviato. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha ritenuto non provato il loro ruolo diretto nel trasporto di 500mila euro in contanti da Casapesenna a Parma, avvenuto nel 2004 una notte tra una domenica e un lunedì.
Soldi che sarebbero serviti al fratello del boss Pasquale Zagaria, che per questa vicenda è stato già condannato a 8 anni e 10 mesi in primo grado, servirono, secondo le accuse, per l’acquisto dell’immobile ex Mondadori a Milano, tutto avveniva a Parma perché nella città emiliana gli Zagaria hanno legami con gente del posto. La sentenza risale a venerdì scorso, è stata emessa nell’ambito del processo “Normandia”, che riguarda solo in parte gli affari emiliani del clan che a Parma ha trovato varie “tese di ponte”, portando al sequestro di beni per una ottantina di milioni di euro. Coloro che hanno scelto il giudizio abbreviato sono già in appello, tra loro anche l’immobiliarista parmigiano Aldo Bazzini, condannato a 3 anni e 4 mesi, poi c’è Francesca Linetti figlia della sua cmpagna (un anno con la pena sospesa). Le altre condanne oggetto del ricorso in appello sono: 7 anni e 4 mesi a Michele Barone; 7 anni a Massimiliano Caterino; 2 anni e 4 mesi a Salvatore Della Corte; 3 anni 6 mesi ad Aniello Diana; 3 anni a Giuseppe Di Matteo; 7 anni e 11 mesi a Michele Fontana; 5 anni e 4 mesi a Pasquale Fontana; 1 anno e 4 mesi mesi a Vincenzo Fontana; 2 anni e 4 mesi a Giuseppe Fusco; 3 anni e 6 mesi a Biagio Ianuario; 4 anni a Salvatore Nobis; 2 anni e 2 mesi ad Attilio Pellegrino; 4 anni e 10 mesi ad Antonio Santamaria. Hanno precedentemente patteggiato il figlio di Aldo Bazzini, Andrea (2 anni), la compagna dello stesso Bazzini Annamaria Errante (1 anno e 4mesi). Si è trattato della prima inchiesta giudiziaria che ha portato alla condanna per camorra di un imprenditore del Nord.

Salvatore Pizzo