I cinesi sono sbarcati anche nella nostra zona, nel senso che fino a qualche giorno fa non si aveva alcuna prova certa che svolgessero le loro attività anche nel territorio in cui imperversa il Clan dei Casalesi, segno che hanno ottenuto “l’autorizzazione” dei mammasantissima. I Carabinieri di Casal di Principe hanno scoperto un gruppo di cinesi, che erano letteralmente tenuti segregati in fabbrica all’interno di uno stabile in Via Fellini,
costretti a lavorare 18 ore al giorno, e per questo hanno fermato due loro connazionali con regolare permesso di soggiorno, erano i titolari della ditta. I Carabinieri sono intervenuti grazie alla denuncia di uno degli operai, un cinese di 39 anni, che dopo aver deciso di andarsene ha chiesto i soldi che gli spettavano, ma i titolari della fabbrica, secondo le accuse, lo avrebbero malmenato impedendogli di uscire, poi è fuggito ed è stato trovato in stato confusionale dai carabinieri. Al momento dell’irruzione dei militari c’erano tre donne, un bambino di 9 anni e un adolescente di 16, altri operai sarebbero scappati all’arrivo degli uomini in divisa. Ai dipendenti veniva corrisposta una paga di 1,5 euro per ogni paia di scarpe.

Di red