Trentatre arresti sono stati eseguiti nel triangolo Aversa, Casandrino e Sant’Antimo, le misure cautelari sono state richieste dalla Direzione distrettuale antimafia. Tra gli arrestati vi sono alcuni elementi di spicco: Stefano Ranucci, 40 anni detto ‘Stefania’, Pasquale Puca, 45 detto ‘O’ minorenne’, Antonio Verde, 39 anni, figlio del capo storico del clan, Francesco, detto ‘O’Negus’,
Vincenzo Marrazzo, detto ‘L’elettrauto’, 45 anni, il cui gruppo è attivo a Casandrino, con lui i fiancheggiatori Biagio D’Agostino, 46 anni, detto ‘O’ Cinese’ e Antonio Silvestre, 42 anni. Il clan D’Agostino-Silvestre opera a Casandrino in contrapposizione alla cosca di Marrazzo. Tra le persone finite in carcere c’è anche un brigadiere dei carabinieri, indagato per favoreggiamento e corruzione, aggravati dalla finalità di avere agevolato il clan D’agostino-Silvestre. Il sottufficiale era in servizi nella stazione di Grumo Nevano, e secondo le accuse, avrebbe ricevuto tramite Franca Orsini, moglie di Silvestre anche lei arrestata, da Biagio D’Agostino, "somme di denaro di importo non precisato o comunque ne accettava la promessa – ha detto il coordinatore della Dda Alessandro Pennasilico – al fine di compiere o per aver compiuto più atti contrati ai propri dovere d’ufficio, consistiti nel fornire e comunque nel promettere ai predetti di fornire loro sistematicamente notizie ed informazioni coperte da segreto o comunque attinenti alle indagini". La Direzione distrettuale antimafia, ritiene che il clan D’Agostino-Silvestre precedentemente contiguo alla cosca dei Ranucci e poi a quella dei Puca, a seguito gli accordi con i clan storici di Sant’Antimo incassava il 20% sulle attività illecite nel territorio. Inoltre è da notare che tra gli arrestati vi sono anche Eduardo Nuvoletta, figlio del capo camorra Angelo Nuvoletta, ma anche Giacomo D’Aniello ed Emilio Mazzarella, entrambi ritenuti esponenti del Clan dei Casalesi.