Sono 100mila fino ad oggi le firme raccolte da “Libera”, che chiede al parlamento di non varare alcuna norma che permetta di vendere all’asta i beni confiscati alle mafie. L’associazione fondata da don Luigi Ciotti (nella foto), provocatoriamente dice che quei beni “sono cosa nostra” e vendendoli sarebbero acquistati nuovamente dai mafiosi, del resto quale cittadino oserebbe compiere un affronto simile ai boss, in certi territori significa morte sicura.
Da Bardonecchia a Palermo, da Casal di Principe a Milano, da Parma a Foggia, hanno aderito alla raccolta di firme numerose associazioni e tante personalità, tra gli altri il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, il magistrato Giancarlo Caselli, ma anche Livio Pepino, il giornalista di Striscia la Notizia Jimmy Ghione, la scrittrice Marcelle Padovani, il direttore Tele Jato Pino Maniaci, l’attore Renato Scarpa, il figlio di Pio la Torre, Franco la Torre. Nei giorni scorsi a margine di questa campagna, Libera ha anche promosso la presentazione del libro, “Malitalia – Storie di mafiosi, eroi e cacciatori” di Laura Aprati ed Enrico Fierro,(edizioni Rubettino), presentato a Casal di Principe, alla presenza del funzionario di Polizia Rodolfo Ruperti e dall’europarlamentare dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris, quest’ultimo reduce da un’altra iniziativa nella vicina Giugliano.

Di red