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Milioni di dipendenti pubblici hanno aderito allo sciopero dei lavoratori della scuola, università, ricerca e funzione pubblica indetto per oggi (sabato) dalla Cgil, per protestare contro le insufficienti risorse messe in campo dal governo per il rinnovo dei contratti. Tre i cortei Roma, Milano e Napoli per difendere la dignità dei salari e dire basta alla precarietà. La maggioranza dei manifestanti erano insegnanti, categoria duramente colpita dai tagli: la riduzione dei docenti ha fatto aumentare il numero degli alunni per classe, messo a rischio l’esistenza delle scuole nei picocli paesi con pochi bambini, tuttavia il governo mentre toglie gli insengnanti (ma anche amministrativi e bidelli) manda nelle scuole lavagne multimediali. Una scelta ritenuta incongruente da un lato si risparmia sul personale, poi si comprano attrezzature milionarie e non necessarie.

Di red