Nel corso dell’ultimo consiglio comunale abbiamo notato con un pizzico di amarezza che il consigliere Giovanni Tirozzi, riferendosi alle polemiche che hanno accompagnato la sua recente designazione alla presidenza della commissione cultura, ha detto: “Non sto all’altezza di parlare”, chissà se il consigliere si riferiva anche al quesito posto dal nostro giornale all’indomani della sua designazione.
Qui si sostiene che la cultura ad Aversa dovrebbe avere una finalità alta anche sotto il profilo “industriale” ed economico, abbiamo peculiarità e risorse forse nemmeno capite e quindi poco sfruttate, che potrebbero per far diventare Aversa luogo di turismo e di eventi portatori di ricchezza, ovvero posti di lavoro e benessere. Le attività culturali non devono essere una questione di quote politiche, ma viste come un asset economico di tipo industriale, è questo che vogliamo dalla politica aversana, quindi a qualunque prezzo si portino ad Aversa tecnici del mestiere e non si diano responsabilità, i "politici" di Aversa hanno dimostrato che il settore non è cosa loro. Ahinoi, nessuno, ma proprio nessuno, di coloro che nel corso dei decenni si è succeduto al posto oggi occupato da Tirozzi, insieme agli assessori ed ai sindaci dal dopoguerra fino a noi, ha saputo portare ad Aversa nemmeno mezzo turista, ne ha fatto sì che vi fosse un’offerta ricettiva degna di una città che offre cultura. Solo quartini. Quando c’è stato l’avvicendamento alla guida della commissione, abbiamo voluto porre l’accento su queste pecche. Oggi c’è Tirozzi, esperto flovivaista, prima c’era Marrandino, esperta giurista…., prima ancora… boh. Non è con la persona, e con le persone, che abbiamo inferito, ma con il contesto che li esprime, auguriamo a Tirozzi di cambiare le cose.
Salvatore Pizzo