Mentre in sordina il governo, con il silenzio assenso di tutte le parti politiche, si appresta a cancellare altre migliaia di posti di lavoro nella scuola, con l’eliminazione di oltre 25mila figure professionali, tra docenti, amministrativi e tecnici, che vanno ad aggiungersi agli oltre 42mila posti cancellati lo scorso settembre, a Palermo cinque assistenti amministrativi che da anni lavorano a tempo determinato stanno facendo lo sciopero della fame.
Lo hanno iniziato lo scorso 30 novembre, i cinque precari palermitani si sono piazzati davanti al Palazzo della Regione. In Sicilia per lenire gli effetti dell’ecatombe che la politica sta infliggendo alla scuola italiana, sono stati previsti con fondi messi a disposizione dalla Regione “solo” 1.800 contratti di disponibilità riservati al personale licenziato, un numero del tutto insufficiente a fronte di oltre 7.000 precari che quest’anno sono rimasti senza lavoro. I cinque manifestanti sono: Calogero Fantauzzo, Giovanni Bologna, Agata Calcavecchia, Pietro Di Grusa e Pietro Prester. Tutto ciò avviene mentre i politicanti spendono milioni per spedire alcune centinaia di lavagne multimediali nelle scuole, le stesse alle quali tolgono il personale.
Salvatore Pizzo