Ventuno persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza per contraffazione di banconote false, perlopiù euro e dinari algerini. Gli investigatori sono arrivati agli arresti, facendo riscontri incrociati sulle attività di tre associazioni a delinquere di cui una a carattere transnazionale attiva in Italia, Francia e Svizzera. Un ruolo importante lo avrebbe avuto il clan Longobardi-Beneduce attivo aPozzuoli e a Quarto. Secondo gli investigatori le persone coinvolte erano dedite alla fabbricazione e alla diffusione in ambito internazionale di banconote false del taglio di mille dinari stampate su carta filigranata originale frutto di una rapina avvenuta circa 4 anni fa nei pressi del porto di Marsiglia. La carta filigranata si trovava su un tir austriaco che trasportava un carico di 44 rotoli di prodotti da una società tedesca, dovevano essere trasportati via mare alla Banca nazionale d’Algeria. Già un anno e mezzo fa la Guardia di Finanza aveva scoperto una tipografia clandestina a Giugliano, in quell’occasione furono sequestrate 345mila banconote algerine del valore di mille dinari, ciascuna pari a 3 milioni 691mila euro delle quali circa 300mila semilavorate. Furono sequestrati anche macchinari tra cui una litografica, un forno industriale, e 64 lastre di plastica riportanti le effige della banconota da mille dinari. Le Fiamme Gialle hanno lavorato in sinergia con la polizia federale tedesca e la polizia giudiziaria francese, individuando così i promotori e gli organizzatori dell’associazione per delinquere con base in Francia. 11 dei 21 arrestati sono stati condotti in carcere, altri 10 sono ai domiciliari mentre ad un ventiduesimo indagato è stata notificata la misura cautelare dell’obbligo di firma. Una stamperia simile a quella di Giugliano è stata scoperta a Lione in Francia. Fonti inquirenti ipotizzano che potrebbero esserci dei legami tra il circuito di falsari e gruppi terroristici nordafricani legati ad Al Qaeda. "C’è il forte sospetto che ci sia un collegamento con il terrorismo internazionale, con al Qaeda, per diversi motivi", ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa il generale di Brigata Giovanni Mainolfi, comandante provinciale del Guardia di Finanza di Napoli. "Non abbiamo prove fondate, ma sospetti, tenuto conto che la gran massa di banconote false avrebbe potuto essere anche utilizzata per finanziare il terrorismo internazionale", ha detto il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, uno dei magistrati inquirenti. Tra gli arresti avvenuti in Italia spicca quello del boss Gaetano Benedice. Tra le persone arrestate c’è anche un milanese che lavorava a Lione, Claudio Scalpellini, considerato un "artista" dei falsi. Le sue banconote sono talmente perfette da meravigliare gli stessi dirigenti della Banca nazionale d’Algeria.